
Mercoledì 15 Aprile 2026
alle ore 18:00
alle ore 18:00
Claudio Cerasa
Silvio Berlusconi Editore
Non è prevista la prenotazione per l'evento. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Vi invitiamo a giungere in libreria con buon anticipo.
Foto © Claudio Sforza
«Questo libro non è un libro: è un tentativo di offrirvi una via di fuga tutte le volte che sentirete dire, con sicurezza, che il mondo è un maledetto disastro, che il futuro è un dannato incubo, che il domani è un pensiero terribile e che guardare il bicchiere mezzo pieno è un esercizio di stile osceno, pericoloso, autolesionista, anche quando il bicchiere è più pieno che vuoto. E la ragione di tutto questo è drammatica: qualsiasi tentativo di osservare presente e futuro in modo ottimistico viene percepito come un tradimento dello spirito del tempo, una resa all'ingenuità, un reato contro il pensiero dominante. Qualsiasi tentativo di essere ottimisti, oggi, viene considerato non solo uno scandalo, ma un'eresia, una negazione irresponsabile del nuovo dogma dominante: la cultura dello sfascio.»
È ora di ribellarsi, no? Nel dibattito pubblico degli ultimi anni è emersa una narrazione perversa che tende a interpretare il presente e il futuro attraverso una lente rigidamente catastrofista. Crisi mondiali, tensioni geopolitiche, apocalissi ambientali e un crescente senso di disillusione occidentale vengono spesso presentati come segnali di un declino inarrestabile, riducendo la complessità del reale a un racconto unico e privo di alternative, fondato più sulle percezioni che sui fatti.
In questo libro, Claudio Cerasa smonta i dogmi del pessimismo contemporaneo e analizza i meccanismi che lo alimentano: dall’uso del rancore nel dibattito pubblico alla gogna mediatica, dalle letture distorte della globalizzazione ai sospetti preventivi sull’intelligenza artificiale. E mostra come la frattura ideologica decisiva oggi non sia più fra le tradizionali forze politiche, ma fra chi riconosce nel progresso un motore di libertà e sviluppo – e riesce ancora a ricordarsi del bicchiere mezzo pieno – e chi invece il progresso lo combatte in nome di una presunta purezza morale, alimentando l’industria dell’allarmismo universale.
Ormai il quadro è evidente: non si può parlare bene dell’Occidente, della tecnologia o del futuro senza rischiare di essere considerati eretici insensibili ai mali della modernità. Ma accettare che una società si fondi sul pessimismo significa creare un terreno fertile per chi, in politica e non solo, vive di risentimento, gioca con le paure e strumentalizza l’agenda del catastrofismo, scommettendo sul mondo percepito e rifiutandosi di fare i conti con una verità difficile da negare: la forza del bicchiere mezzo pieno.
L’antidoto è un appello all’ottimismo ragionato: l’unica difesa credibile per le democrazie occidentali e l’unico metodo capace di distinguere tra la realtà dei dati e le distorsioni prodotte dall’amplificazione virale.
Claudio Cerasa (1982) è direttore del «Foglio». Ha scritto Ho visto l’Uomo Nero (2007), La presa di Roma (2009), Le catene della sinistra (2014), Tra l’asino e il cane (con Francesco Pugliese, 2015), Io non posso tacere (con Piero Tony, 2015), Abbasso i tolleranti (2018) e Le catene della destra (2022).
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