È il 1596 quando l’esploratore olandese Willem Barents affronta per l’ultima volta le regioni artiche. Vuole arrivare fino in Cina, una via oggi facilmente percorribile in estate, ma la sua nave rimane intrappolata nei ghiacci. Non ci saranno superstiti: quella terra appartiene agli orsi polari. Forse, siamo noi umani la «specie erratica» per eccellenza, di quelle avvistate sporadicamente in luoghi che di solito non abitano, e non gli uccelli che perdono la rotta: basta cambiare il punto di vista.
Il Quinto arrondissement, il più antico di Parigi, è quello dei resti romani, del Panthéon, della Sorbona. Oggi, dice il giovane narratore di questo brillante romanzo d’esordio, lo riconosci invece dai borghesi ricchi e dal prestigio del denaro che ha scalzato quello della storia. Guardando bene, però, qualcosa stride ai margini del quadro: il quartiere è pieno di esclusi e drop-out – senzatetto, barboni, mendicanti che vivono per strada e intralciano i passanti coi loro cartoni unti e i loro fagotti.
Con questo ironico e graffiante memoir narrativo sul mondo del calcio dilettantistico giovanile e sul rapporto tra genitori e figli, la brillante penna di Wu Ming 4 ripercorre la sua esperienza di oltre dieci anni sulle tribune e a bordo campo al seguito del figlio calciatore, dai Pulcini fino alla squadra Juniores. Racconta partite e tornei, vittorie e sconfitte, trasferte e tifo casalingo. Ma soprattutto indaga le relazioni sociali, fuori e dentro il campo.
Horauchi Rika è una ragazza timida e impacciata che lavora in un magazzino di prodotti surgelati. Fin da bambina, nei momenti di imbarazzo o quando sente su di sé lo sguardo degli altri, percepisce la presenza di un impermeabile giallo: uno scudo invisibile agli altri, che la protegge ma, al tempo stesso, la soffoca e le provoca disagio. Quando un suo vecchio professore la ingaggia per fare compagnia a una statua di Venere custodita nelle sale di un museo cittadino, accetta di buon grado...
Tollak è un uomo pieno di contraddizioni: testardo e sensibile, rude e orgoglioso. Un uomo impossibile, a detta di molti. Ormai vecchio e solo, barricato nella sua fattoria, non fa che imprecare contro il mondo che da tempo, per lui, ha smesso di avere senso. L’unica persona che lo teneva attaccato alla vita era lei: sua moglie Ingeborg, amatissima, scomparsa da qualche anno.
Un golfo dalla linea morbida, una lunga spiaggia di sabbia che corre parallela alla via Appia tra due colline, il Monte d’Oro e il Monte d’Argento. Un lungomare pieno di oleandri scandito da stabilimenti colorati e a volte sbiaditi, ognuno diverso dall’altro: la Tintarella, il Lido Delfini, il Lido del Pino, il Lido Maria, e molti altri. E poi la pizzeria Lu Rusticone, il bar Luccioletta, due chiese, una sola vera piazza. Poco più a sud scorre il fiume Garigliano e inizia la Campania.
In Ardèche, nella fattoria di famiglia, vivono tutti sotto lo stesso tetto: genitori, figli, nonni e zii. Insieme ci si prende cura degli animali, si asseconda il ritmo lento della natura. È qui che cresce la protagonista della storia, una bambina taciturna che tutti chiamano 'la ragazzina'. È una bambina curiosa, vivace e un po' malinconica, che ogni tanto vede strani animali prendere vita nella sua mente.
Chiudere in una residenza edoardiana che ha visto tempi migliori un gruppo di ragazze smaniose di tuffarsi nelle delizie e nelle trappole della vita adulta in una metropoli appena uscita dalla guerra, documentarne le infatuazioni, gli eccessi, le goffaggini, le piccole e grandi défaillance: parrebbero i solidi presupposti di una commedia brillante.