Jay Gardiner si è lanciato in un'impresa folle: trovare i resti del padre defunto sul fondo dell'Oceano Pacifico, al largo di Monastery Beach. Jay sa bene che è una missione impossibile, ma sente che è l'unico modo per liberarsi dal senso di colpa, quello che si porta dietro da quando suo padre è morto suicida l'anno precedente. L'immersione comincia con il piede giusto, ma l'improvvisa comparsa di un calamaro gigante mette Jay in serio pericolo: l'arrivo di un capodoglio affamato, poi, peggiora infinitamente la situazione.
Una fortuna sfacciata è un dono… o una maledizione? Tutto ciò che Jude desidera è farsi notare il meno possibile, starsene in pace a disegnare i suoi fumetti, giocare a D&D con gli amici, aiutare i genitori nel loro negozio di vinili, e possibilmente sopravvivere al liceo. Fino a quando, una sera, si ritrova per le mani un misterioso dado a venti facce e improvvisamente la fortuna gli arride: un suo disegno viene pubblicato dalla sua fanzine preferita, la sua amica Ari arriva alla finale di un concorso per cantautori...
Yuko Higuchi vive a Tokyo ed è diventata famosa, soprattutto online, come creatrice di opere bizzarre e fantastiche, popolate da personaggi che richiamano lo spirito surreale di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, oppure quello di una tenebrosa Beatrix Potter. Conigli antropomorfi, ragazzine dall'aria innocente, gatti tentacolati e funghi che camminano si combinano per creare delle immagini che, come in tutte le fiabe che si rispettino...
Il mondo di Tue, un ragazzino di dodici anni, sta dentro una fattoria in fondo a una strada sterrata. Vive con i genitori e due fratelli, nel campo attorno alla casa ci sono otto cani, mucche e carcasse di animali. Sul soffitto sopra il suo letto c’è una stella fosforescente appiccicata con la gomma da masticare. Il padre sembra più affezionato ai suoi cani che al resto della famiglia. La madre gioca d’azzardo e parla poco, anche se ha una voce bellissima.
Matteo Bussola racconta un nodo del nostro tempo: la fragilità adolescenziale. Scrive una storia toccante, piena di grazia, sul tradimento che implica diventare sé stessi. E ci mostra, con onestà e delicatezza, quel che si prova davanti al dolore di un figlio, ma anche la luce dell'essere genitori, che pure nel buio continua a brillare. Perché è difficile accogliere la verità di chi amiamo, soprattutto se lo abbiamo messo al mondo.
Ernest Cunningham è nei guai. Dopo essere diventato famoso per aver scritto un true crime sulla sua famiglia – una famiglia micidiale: hanno tutti ucciso qualcuno –, il suo agente letterario e il suo editore gli chiedono con insistenza un nuovo libro. Ma dove trovare l’ispirazione, senza che qualcuno ci rimetta la pelle?
L’occasione si presenta sotto forma di un invito al Festival Australiano del Giallo.
Nella Vienna della fine degli anni Venti, il giovane Alfred Mohylewski, appassionato studente di architettura affidato alla guida illuminata del suo tutore, Dr Frankl, è di ritorno da un viaggio a Berlino quando gli viene proposto di assistere al congresso mondiale degli ebrei fedeli alla Legge che si tiene in quei giorni in città.
C’è un posto, a New York, che chiamano Goodbye Hotel, perché è l’ultimo rifugio di chi, per ragioni diverse, si è allontanato dal mondo e nel mondo non vuole (o non può) più tornare. Lì, mentre una nevicata «ipnotica» cade sulla città, François siede davanti al fuoco, stappa una bottiglia di vino da quattro soldi e inizia a scrivere la sua storia. Vuole metterci a parte di un avvenimento capitato venticinque anni prima, ma soprattutto raccontarci quello che sarebbe potuto succedere e – forse – è successo davvero.