Un lago circondato da montagne e fitti boschi, tutto è apparentemente immobile in quel paradiso remoto dell’Alta Ogliastra, in Sardegna. Quando però il corpo senza vita di un ragazzo travestito da donna viene ritrovato a bordo di un motoscafo che galleggia nelle acque cristalline, l’incantesimo d’un tratto è rotto. Sul posto vengono mandate le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, con un ordine preciso del procuratore generale: chiudere il caso senza clamore, prima che lo scandalo travolga il fragile equilibrio politico dell’isola.
In oltre quaranta ore di conversazioni private con il giornalista Seán O'Hagan, Cave si immerge nel suo mondo interiore per riflettere su ciò che davvero muove la sua vita e la sua creatività. Affrontando temi come fede, arte, musica, libertà, lutto e amore, questo volume ripercorre con sincerità la vita di Cave, dall'infanzia a oggi: i rapporti sentimentali, l'etica del lavoro e la sua profonda trasformazione negli ultimi anni.
Nere distese di lava, bianchi ghiacciai, casette in legno e edifici brutalisti: l’Islanda dei racconti della Pietra del gigante è una terra di contraddizioni, in bilico tra un passato di ristrettezze, un presente ricco e un futuro incerto. L’Islanda del recente boom economico, che lentamente si riprende dopo aver capito che il mondo non è finito nella catastrofe nucleare tanto temuta durante la Guerra fredda, ma che anzi tutto è finalmente a portata di mano.
A Madrid vive una famiglia come tante: una madre vedova ormai anziana, tre figli adulti. La madre fra poco compirà ottant’anni e, per l’occasione, l’unico figlio maschio vuole organizzare un pranzo che riunisca tutti. Ma le sorelle non ci stanno: ha forse dimenticato che non si parlano più da mesi? In effetti, a ben guardare la situazione è tutt’altro che idilliaca.
Se hai vent’anni negli anni Zero, le possibilità sono poche. Il mito del lavoro in giacca e cravatta, con mutuo e aspirazioni borghesi, è pura utopia. Vale anche a Milano, che però vive una doppia esistenza: di giorno è la città grigia degli uffici e del fatturato, dopo il tramonto diventa una metropoli seducente alla quale abbandonarsi. E allora, dato che il futuro non è piú un’opzione, non rimane che la notte.
Dopo dieci anni passati in giro per il mondo a costruire una carriera accademica che non la soddisfa, Irene torna a Torino e non riconosce più nulla. Nei giorni galleggianti delle vacanze natalizie prova a innamorarsi, va alle feste degli ex compagni di liceo e si intrufola nella quotidianità di chi è rimasto, cercando di riallacciarsi alla sua vita di prima e di prendere le misure alla malattia della madre.
Tutte le sere, dopo il lavoro, Rose va al Royal, un locale senza pretese uscito direttamente dagli anni Settanta, che con il suo rock in sottofondo, la clientela varia e le vetrine polverose è in grado di offrirle un’oasi di pace. I cinquant’anni, che si stagliano all’orizzonte, sono un’età difficile da digerire. Un divorzio alle spalle, i due figli ormai sistemati, un impiego senza sussulti: Rose non è insoddisfatta, ma le sembra di vivere per inerzia, dorme male e non fa progetti.
Nella primavera del 1980, all'uscita di scuola, Ilaria trova suo padre ad attenderla. Con un tono spazientito, le porge la mano sudata e le dice che la porta da Léon, il ristorante in cui lui e la mamma si vedono una volta al mese da quando si sono separati. Ilaria si accomoda docile nella Bmw blu scuro. È una bambina di otto anni e apre subito il finestrino per fare entrare un po' d'aria ed evitare che il sedile di pelle le bruci le gambe.