In uno sperduto borgo della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una grande spiaggia, vive la famiglia Vasciaveo. Il tredicenne Nilo, la madre Agata e la zia Rosi. Ufficialmente si occupano di lavorare e rivendere marmo, ma è solo una copertura. I Vasciaveo sono da secoli, anzi da millenni, i custodi di qualcosa di indicibile. L’arrivo in paese di Arianna – giovane donna bella e alla deriva – e della figlia Saskia rompe gli equilibri che tengono in piedi le loro esistenze.
Martha, dopo la morte improvvisa di suo marito Brendan, decide di tornare nei luoghi dove lui è nato e cresciuto, sulla costa estrema dell’Irlanda, “nel punto più a occidente in cui si possa arrivare senza uscire dall’Europa”, e dove c’è il cottage della sua famiglia, il luogo del cuore in cui l’uomo si rifugiava nei momenti di bisogno. Qui, ai confini del mondo, Martha e Brendan sono stati felici.
Phyl è una giovane laureata in lettere, tornata a vivere dai genitori, frustrata dagli orizzonti ristretti della vita di provincia inglese e da un orrido lavoro in un ristorante giapponese all’aeroporto di Heathrow. Oltretutto i suoi progetti di diventare una scrittrice non stanno andando da nessuna parte. Almeno fino a quando non si presenta a casa un amico di vecchia data della madre, Christopher Swann con la figlia adottiva Rashida, della quale Phyl diventerà grande amica.
C’è un posto, a New York, che chiamano Goodbye Hotel, perché è l’ultimo rifugio di chi, per ragioni diverse, si è allontanato dal mondo e nel mondo non vuole (o non può) più tornare. Lì, mentre una nevicata «ipnotica» cade sulla città, François siede davanti al fuoco, stappa una bottiglia di vino da quattro soldi e inizia a scrivere la sua storia. Vuole metterci a parte di un avvenimento capitato venticinque anni prima, ma soprattutto raccontarci quello che sarebbe potuto succedere e – forse – è successo davvero.
Mi sono sempre sentita un po' sola nel mondo, diversa. Sentivo delle cose che pensavo nessuno sentisse e a 17 anni provai a raccontarle per la prima volta. Quando postai la mia prima vignetta speravo sarebbe piaciuta, ma non pensavo sarebbe stata capita. Era un pensiero che non mi sfiorava, davo per scontato che sarebbe rimasta una cosa solo mia. D'altronde sono strana, sola, diversa.
Nel corso di due decenni, Benjamin Lacombe è diventato un punto di riferimento della grafica e dell'illustrazione contemporanea. I suoi libri sono pubblicati in tutto il mondo, in Italia soprattutto da L'ippocampo e da Rizzoli. "Curiosità" vi propone un viaggio nell'universo onirico e magico di questo artista unico e proteiforme. Questa prima monografia rivela tutta la ricchezza della sua opera, dagli schizzi preparatori alla pittura a olio.
Bianca e maestosa, la chiesa cristiana di Musashino, quieto sobborgo di Tokyo, infonde un senso di profonda devozione, e un grande rispetto circonda i suoi sacerdoti, tutti stranieri, che vivono al riparo dalla frenesia e dalle tentazioni della grande città. Almeno fino a quando, in una placida mattina di aprile, le acque lente del vicino fiume Genpakuji non restituiranno il cadavere di una hostess.
Guido Contin detto Cognac abita in un casello dismesso della vecchia ferrovia adagiata tra i boschi del Cadore insieme a Moglie, la sua gatta. È anziano e non possiede più nulla se non una cartelletta piena di lettere indirizzate alle cime delle montagne e respinte al mittente. Sono pagine scritte a mano da un uomo che si firma con il nome di Onesto e racconta la sua vita con il fratello gemello Santo, l’incontro con Celeste, la guerra, la morte e l’amore.