Amélie Nothomb torna nel paese amato, il Giappone, il luogo della sua infanzia e della disastrosa vergogna come impiegata (vedi Stupore e tremori). Questa volta è in compagnia dell’amica fotografa Pep Beni e durante i dieci giorni di viaggio sperimenta il kensh? (una sorta di estasi contemplativa), abbandona lo champagne per i whisky giapponesi, si immerge con una nuova prospettiva nei luoghi della gioventù.
C’è un posto, a New York, che chiamano Goodbye Hotel, perché è l’ultimo rifugio di chi, per ragioni diverse, si è allontanato dal mondo e nel mondo non vuole (o non può) più tornare. Lì, mentre una nevicata «ipnotica» cade sulla città, François siede davanti al fuoco, stappa una bottiglia di vino da quattro soldi e inizia a scrivere la sua storia. Vuole metterci a parte di un avvenimento capitato venticinque anni prima, ma soprattutto raccontarci quello che sarebbe potuto succedere e – forse – è successo davvero.
È un cerchio perfetto la vita di István, che si dipana in un’alternanza di successi e disfatte sullo sfondo della storia europea degli ultimi quarant’anni. Dall’Ungheria a Londra e ritorno, dal crollo della Cortina di ferro alla pandemia, passando per la seconda guerra del Golfo e l’ingresso nell’Unione Europea dei Paesi dell’ex blocco sovietico, la sua è la parabola di un uomo in balìa di forze che non è in grado di controllare...
'Conveniva a tutti' sta scritto nel biglietto di addio che viene ritrovato accanto al cadavere di Alberto Novelli, nel salotto del suo appartamento in Porta Venezia. Un colpo di pistola alla tempia. La polizia non ha dubbi: il critico cinematografico - un tempo celebre ma ormai dimenticato dai vecchi compagni di militanza del Sessantotto - si è ucciso.
La sera del 27 agosto 1934 cinquantasei ragazzini evadono dalla Colonia penale per minori di Belle-Île-en-Mer, un'isola al largo della Bretagna. Subito le guardie e i gendarmi organizzano una vera e propria caccia, a cui prende parte anche la «brava gente» del posto e perfino qualche turista. La ricompensa è di venti franchi per ogni fuggiasco. In poco tempo tutti vengono catturati. Tutti tranne uno, non sarà mai ritrovato.
Per molto tempo Chiara si è mossa nel mondo badando solo a se stessa, tenendosi a distanza di sicurezza dall'idea di diventare madre. Eppure, a quarant'anni, complici una diagnosi di menopausa precoce e un amore capace di farle immaginare il futuro, un desiderio feroce si fa strada in lei. Inizia così una dolorosa discesa nel labirinto delle cliniche per la fertilità: esami, terapie sfiancanti e speranze tradite da un corpo che respinge ogni tentativo.
Due uomini, uno, il Giovane, di poco più di vent’anni, l’altro, il Vecchio, molto più anziano: entrambi tifosi della squadra della loro città, che ogni anno naviga tra la media e la bassa classifica. Entrambi ogni stagione calcistica rinnovano il proprio abbonamento allo stadio, ma per puro caso con l’inizio della nuova stagione si ritrovano vicini di posto. Così man mano che il campionato procede, iniziano a condividere esultanze e delusioni, cominciano a conoscersi e a diventare amici.
A Madrid vive una famiglia come tante: una madre vedova ormai anziana, tre figli adulti. La madre fra poco compirà ottant’anni e, per l’occasione, l’unico figlio maschio vuole organizzare un pranzo che riunisca tutti. Ma le sorelle non ci stanno: ha forse dimenticato che non si parlano più da mesi? In effetti, a ben guardare la situazione è tutt’altro che idilliaca.