Nel 1861 l’Italia è una nazione appena nata e l’America promette un futuro infinito. Dante Niccolai, giovane carrettiere toscano rimasto orfano, lascia la propria casa per accompagnare la famiglia Ferrini al porto di Genova e decide di imbarcarsi con loro per il Nuovo Mondo, inseguendo il miraggio di una vita migliore. Tra lui e Adele Ferrini nasce un rapporto epistolare fatto di promesse e attese, ma l’immensità del continente li divide: Dante vaga per anni nel cuore dell’America, mentre Adele trova fra i cheyenne una nuova identità.
Tollak è un uomo pieno di contraddizioni: testardo e sensibile, rude e orgoglioso. Un uomo impossibile, a detta di molti. Ormai vecchio e solo, barricato nella sua fattoria, non fa che imprecare contro il mondo che da tempo, per lui, ha smesso di avere senso. L’unica persona che lo teneva attaccato alla vita era lei: sua moglie Ingeborg, amatissima, scomparsa da qualche anno.
Meryn Cooper ha sempre odiato i Vincolati, guerrieri d’élite che formano legami telepatici con i giganteschi e feroci lupi che cavalcano. I Vincolati vivono nel lusso, mentre Meryn lotta ogni giorno contro la povertà per tenere in piedi la sua famiglia disastrata. Quando la sua sorellina, Saela, viene rapita e portata oltre il confine dai mostri immortali che il suo paese combatte da secoli, il mondo di Meryn crolla.
Ronja, dieci anni, vive a Tøyen, alla periferia di Oslo, con il padre e la sorella diciassettenne Melissa. Piccola, esile, ma dotata di humour sagace, la risposta pronta e la convinzione che le cose possano sempre andare per il meglio, ama prendersi cura di uno scoiattolo nel cortile della scuola e le piace tantissimo quando papà le accarezza i capelli e la chiama Maccheronja. Anche lui è un uomo dolce e sognatore, ma le figlie ormai si sono abituate a vederlo sbandare tra i pub del quartiere...
La viva voce dell’intellettuale più lucida e appassionata del nostro tempo torna a visitarci per una formidabile resa dei conti sul potere, il femminismo, la fede, la letteratura. Ma soprattutto sulle dieci vite che ha vissuto con incantata sfacciataggine, senza paura, ripercorse oralmente nell’unica autobiografia organica possibile per una che ha attraversato il mondo correndo scalza, bruciando luminosamente ogni tappa.
Little Springs, Nebraska. Ogni giorno alle 18.37 in punto i cani abbaiano all’unisono e per due minuti esatti i malati di demenza senile tornano in sé ritrovando la lucidità perduta, dopo di che sprofondano di nuovo nell’oblio. Da quando accanto alla cittadina è caduto dal cielo un gigante trafitto da una lancia e composto di cristalli sconosciuti, non sono poche le cose strane che avvengono a Little Springs.
Livia ha quarant’anni, è italiana, e vive a New York. Lavora come editor e traduttrice quando incontra Arno, americano, analista informatico, un uomo pacato e brillante: i due più che conoscersi si riconoscono, e presto fanno coppia. Ma, come spesso avviene dopo una certa età, c’è un passato con cui fare i conti. Arno ha infatti alle spalle un matrimonio e un divorzio, una ex moglie e soprattutto una figlia di cinque anni, Emma.
Dopo dieci anni passati in giro per il mondo a costruire una carriera accademica che non la soddisfa, Irene torna a Torino e non riconosce più nulla. Nei giorni galleggianti delle vacanze natalizie prova a innamorarsi, va alle feste degli ex compagni di liceo e si intrufola nella quotidianità di chi è rimasto, cercando di riallacciarsi alla sua vita di prima e di prendere le misure alla malattia della madre.