Saffyre Maddox, diciassette anni, vive in un condominio di Alfred Road, a Londra. È di fatto sola al mondo. Tutti quelli che ha amato l’hanno abbandonata, più o meno volontariamente. Saffyre è bella, e sa di esserlo dal modo in cui gli altri la guardano. Ma non se ne cura. La bellezza non le rende certo lieve la vita.
Tutte le sere, dopo il lavoro, Rose va al Royal, un locale senza pretese uscito direttamente dagli anni Settanta, che con il suo rock in sottofondo, la clientela varia e le vetrine polverose è in grado di offrirle un’oasi di pace. I cinquant’anni, che si stagliano all’orizzonte, sono un’età difficile da digerire. Un divorzio alle spalle, i due figli ormai sistemati, un impiego senza sussulti: Rose non è insoddisfatta, ma le sembra di vivere per inerzia, dorme male e non fa progetti.
Kostya ha dieci anni quando si mette in viaggio per arrivare dalla nonna Irina, domestica a Napoli. Nello zaino, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo. Suo padre è al fronte per difendere l’Ucraina appena invasa. Tra soldati che cercano di bloccarlo al confine e sconosciute che gli dànno una mano, il bambino riesce ad arrivare. Vita, la signora per cui la nonna lavora, lo scopre addormentato sullo zerbino.
Per fortuna l’avvocato Ettore Mezzalama ha un cuore d’atleta. Ne ha bisogno per resistere alla fine del suo matrimonio e alle stranezze di un figlio ribelle che è una vera dannazione. E già questo basterebbe a mandare in frantumi la normalità di una rispettabile vita borghese. Se poi si aggiungono la scoperta tardiva della propria omosessualità e la relazione clandestina con Ferdinando, fascinoso musicista e suo vicino di casa, allora serve davvero un fisico bestiale.
«Il passato è così, vero? Credi di essertelo lasciato alle spalle, poi un giorno entri in una stanza e lo trovi lì ad aspettarti». Un irresistibile romanzo famigliare di desideri, solitudini e macerie senza fine ma, forse, con un inizio preciso. La famiglia Barnes è nei guai. La concessionaria di Dickie sta per fallire, ma lui, invece di affrontare la situazione, trascorre le giornate costruendo un bunker a prova di apocalisse.
Samanta Schweblin cattura l'istante esatto in cui l'impensabile irrompe in una vita, quando il dolore e l'inquietudine si traducono in una forma di comprensione, un modo nuovo di sentire il mondo.
Sembrava proprio un addio. Lo avevamo lasciato a sessantotto anni, già quasi deciso a tirare i remi in barca, intento al bilancio di un'esistenza comune a molte altre. E invece Frank Bascombe è tornato. Invecchiato, conduce una vita più solitaria, si limita a lavoricchiare part-time per il suo ex dipendente Mike Mahoney, che nel frattempo ha accumulato una fortuna.
Le possibilità che Katriona faccia qualcosa della sua vita sono molto poche. Nata da due genitori tossicodipendenti, diventa mamma a 15 anni, lascia la scuola e si ritrova presto sola e senza una casa. Questo libro è l’incredibile storia di come Katriona sia riuscita a rivoluzionare il suo percorso e a diventare una professoressa universitaria di fama internazionale che si occupa di educazione.