«Per me il tribunale è un luogo di osservazione come un altro, come la strada, o la mia camera da letto» ha risposto Yasmina Reza quando le è stato chiesto perché, da quindici anni, segua processi, oscuri o clamorosi, in giro per la Francia. «Colui che crediamo altro da noi non lo è» afferma Reza, che, lasciando ai cronisti giudiziari il loro mestiere e alla giustizia di cercare (invano?) un senso nel caos, preferisce fare un passo di lato – e ogni volta spiazza il lettore.
«E noi, che cosa stiamo diventando? E io, cosa sono diventato?» si chiede Paolo Nori. E la risposta viene da una lontananza che in verità brucia distanze e porta con sé, come fosse turbine di visioni, di fatti, di sentimenti, e naturalmente di poesia, la vita di Anna Achmatova. «Vogliamo raccontare» dice Nori «la storia di Anna Achmatova, una poetessa russa nata nei pressi di Odessa nel 1889 e morta a Mosca nel 1966.
È una serata umida a Dublino quando la biologa Eilish Stack sente qualcuno bussare alla porta. In piedi davanti alla veranda trova due uomini della polizia segreta, venuti a cercare suo marito, vicesegretario del sindacato insegnanti. Larry Stack però non è ancora rientrato. «Non c’è niente di cui preoccuparsi» le dicono gli agenti in tono cortese. Ma una volta che se ne sono andati, Eilish ha l’impressione che le ombre della notte siano entrate in casa.
Francia, anni Cinquanta. Amiche inseparabili fin da piccole, Fabienne e Agnès sono cresciute a Saint Rémy, un piccolo paesino rurale. Agnès è beneducata e schiva, va bene a scuola ed è ignorata dalla famiglia; Fabienne è intelligente e feroce, e dopo la morte della madre e della sorella deve occuparsi del padre e del fratello.
Mi sono sempre sentita un po' sola nel mondo, diversa. Sentivo delle cose che pensavo nessuno sentisse e a 17 anni provai a raccontarle per la prima volta. Quando postai la mia prima vignetta speravo sarebbe piaciuta, ma non pensavo sarebbe stata capita. Era un pensiero che non mi sfiorava, davo per scontato che sarebbe rimasta una cosa solo mia. D'altronde sono strana, sola, diversa.
"Il 29 febbraio saranno trent'anni. Ti aspettiamo." Non ha bisogno di altri dettagli, Carlo, una vita da inviato speciale in zone di guerra, per capire a cosa si riferisca il messaggio appena ricevuto. Gli anniversari tondi segnano un punto, favoriscono ricordi, chiamano bilanci. Ma soprattutto costringono a vedere chi eravamo, e chi siamo diventati proprio perché abbiamo vissuto certe cose.
Finlandia, 1939. L'apparente silenzio della foresta è in realtà un coro di suoni e di voci. Il giovane Simo ha imparato dal padre a non trascurare alcun dettaglio. È un cacciatore esperto e conosce il respiro della volpe, sa adattare il proprio a quello dell'animale, prima di colpire. Sa valutare le distanze e quanta differenza può fare un errore di calcolo. Ciò che ancora non sa è che presto la sua precisione infallibile si misurerà in vite umane, tolte e salvate.
Viviamo in un’epoca in cui niente è impossibile, dunque se le cose non vanno dev’essere per forza colpa nostra: Selene se ne è quasi convinta. Passati i trent’anni, non ha ancora trovato la sua strada: dove ha sbagliato? È stata l’ultima delle sue azioni impulsive, aprire un ristorante che ora è sull’orlo del fallimento, oppure è successo quindici anni fa, quando ha preso la sua prima decisione da adulta?