Ancora più bello leggere un libro quando a consigliartelo è una carissima bibliotecaria.E' nell'isola di Ventotene che l'autrice ha trascorso alcuni mesi della sua vita, quando tentava di uscire dalla depressione e dalla spirale dell'alcolismo, un paradiso naturale pieno di fantasmi essendo stato luogo di confino, un eremo, ma anche una prigione. Sono pagine di pensieri personali, un taccuino intimo un diario di ricordi storici delle vite di quanti hanno pagato con l'esilio. Anna Bertoncello
| Ean |
9791255481027 |
| Titolo |
ISOLA RIFLESSA |
| Autore |
RAMONDINO FABRIZIA |
| Editore |
NUTRIMENTI |
| Collana |
GREENWICH EXTRA |
| Data pubblicazione |
04/04/2025 |
Alla fine degli anni Novanta, Fabrizia Ramondino trascorre a Ventotene due stagioni, nel tentativo di uscire dall?alcolismo e dalla depressione: l?isola si farà specchio e riflesso non solo della sua vita ma del cambiamento sociale che è in corso alla fine di quegli anni. Osserva, molto: le case, i bar, ma anche il finocchio marino, la ginestra, l?elicriso, o la palma nana. Incontra donne misteriose vestite di tuniche bianche. Rievoca: le sue parole accolgono le storie di cui l?isola è popolata, dagli anni del carcere borbonico a quelli del confino degli intellettuali antifascisti come Pertini e alla stesura del primo Manifesto federalista europeo di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, e più volte i loro fantasmi si sovrappongono all?osservazione del presente, e dietro le immagini dei bagnanti appaiono Eugenio Colorni che dà lezioni di analisi matematica a Ernesto Rossi, incidendo con un bastone teoremi e formule sulla terra battuta, o Umberto Terracini che cammina discutendo con Camilla Ravera. Ma nello specchio di Ventotene appare anche l?anima di Fabrizia Ramondino e il libro si fa memoir di una donna eccezionale capace di fermarsi e di interpretare un luogo fisico in dialogo con la propria vita. E il racconto del sé coincide col racconto di quel che è fuori di sé, e in quel fuori sta sbiadendo l?Utopia, che proprio a Ventotene aveva preso forma. Sarà Goffredo Fofi a dirlo: ?Nel suo libro più doloroso e più luminoso, nel suo libro più bello, Fabrizia Ramondino piange la fine di un mondo, e si mette in gioco per parlare di noi, delle gioie o delle sofferenze di ieri e delle dimenticanze di oggi?. Prefazione di Loredana Lipperini.
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