Tiziano Abbà presenta il suo libro "Conoscere la geologia del Veneto. Dal vulcanismo ladinico al Cretaceo", Cierre Edizioni.
Dialoga con l'autore Massimo Ghion.
Circa 240 milioni di anni fa il territorio del Veneto si trovava a latitudini intertropicali nella parte più interna di un amplissimo golfo oceanico, la Tetide. Era un mare profondo, costellato di piattaforme carbonatiche edificate da alghe e mucillagini, che qua e là emergevano formando isolotti calcarei. Nel Volume 1 di “Conoscere la Geologia del Veneto” è stata ripercorsa la storia geologica che, a partire da circa 500 milioni di anni fa, ha condotto a questo scenario. Con il Volume 2 riprendiamo la narrazione arrivando fino al Cretaceo, un intervallo di quasi 200 milioni di anni nel corso del quale il volto del territorio è cambiato più volte in modo radicale. Le rocce formate in questo periodo affiorano in quasi tutta la regione, dalle Dolomiti (Tofane, Tre Cime di Lavaredo, Altopiani Ampezzani, monti della Valle Boite, della Val di Zoldo, dell’Agordino ecc.) alle Prealpi (Vette Feltrine, Altopiano di Asiago, Grappa, Lessinia, Monte Baldo), fino ai Colli Euganei. Come nel Volume 1, si è cercato di garantire due livelli di lettura: uno di base, destinato a chi non ha conoscenze di geologia, e uno più approfondito, rivolto ai curiosi, agli appassionati già formati e ai geologi.
Tiziano Abbà si è laureato in Geologia nel 2003 all’Università di Padova e da allora si è occupato principalmente di rilevamento geologico, collaborando con i servizi geologici delle provincie di Venezia, Trento e Bolzano, e con i Dipartimenti di Geografia e di Geoscienze dell’Università di Padova; presso quest’ultimo Dipartimento svolge un incarico di docenza a contratto.Da più di vent’anni è attivo nella divulgazione scientifica, inizialmentea in astronomia a livello amatoriale, con il Gruppo Astrofili di Santa Maria di Sala, e dopo la laurea anche in geologia, avendo collaborato in ambito didattico con alcuni musei del Veneto (Cinto Euganeo, Montecchio Maggiore, Montebelluna) e svolgendo attività in aula e sul campo con scuole e con varie associazioni culturali, fra le quali il CAI di Camposampiero, di cui è socio.