Il secondo capitolo della trilogia che vede protagonista il commissario Yeruldelgger non tradisce le attese e Ian Manook si conferma per quello che è, un ottimo scrittore, capace di intrecciare, ingarbugliare e sciogliere le fila della storia, creando suspance e colpi di scena. Il tutto accompagnato da una descrizione affascinante dei paesaggi della Mongolia, sospesa fra tradizione e modernità, in un limbo pericoloso in cui possono trovare terreno fertile malavita, corruzione, criminalità organizzata e servizi deviati. Francesco Nicolli
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