Gian Mario Villalta racconta la sua storia di bambino e ci porta indietro nel tempo, a quello che è stato anche il nostro mondo. Nella onestà con cui descrive la sua infanzia e analizza le sue sensazioni di ragazzo, noi rivediamo la nostra, di infanzia, seppur diversa dalla sua; e ci riconosciamo in quelle sensazioni, anche se non ci appartengono. E inevitabilmente proviamo nostalgia per quel tempo, per certi versi tanto crudo e duro, ma che ci ha cresciuti negli uomini e donne che siamo. Lorenza Manfrotto
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