Ubi Sapientia est, Pax et Iustitia regnant

I nostri orari di apertura sono: dal martedi al sabato dalle 9 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19, domenica e lunedi chiuso.
NEWS



Cosa augurarvi in questo Natale? Al pensare quali nuvole piccole o enormi pesano sugli animi di tutti, l’elenco sarebbe così lungo da lasciarci muti. Ma guai a farsi prendere dallo sconforto. Quello che vi auguriamo dunque, per queste Feste ma soprattutto per il prossimo anno, è un po’ di spensieratezza. Che possiate tornare a fare delle belle risate in compagnia, senza sentirvi in colpa; che si vedano sorrisi che riempiono tutto il viso e non solo gli occhi.
E che tornino gli abbracci, quelli veri, quelli che ci mancano più di tutto. Quelli che cacciano i nuvoloni.

Buon Natale da tutti noi.


Fino al 24 dicembre compreso siamo aperti e raggiungibili da fuori comune dopo le 14 o quando in zona rossa se siamo la libreria a voi più prossima
I nostri orari sono dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 19.
Potete scaricare qui l’autocertificazione per spostarvi: https://bit.ly/3h6RmNa

Fino a mercoledì 23 dicembre vige l’Ordinanza della Regione Veneto per la quale la circolazione delle persone tra comuni è concessa fino alle ore 14. 
Nei pomeriggi dopo le 14 ci si può recare in libreria nel proprio comune oppure nella libreria di un altro comune qualora nel proprio non ne fosse presente una.
(Riportiamo da testo ufficiale: "dopo le ore 14 non è ammesso lo spostamento in un comune veneto diverso da quello di residenza o dimora, salvo che per comprovate esigenze lavorative, per studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità, o per svolgere attività non sospese o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune; dopo le 14 è sempre ammesso il rientro presso l’abitazione.")

Giovedì 24 dicembre decade l’ordinanza ed entra invece in vigore il Decreto Legge 2 dicembre 2020 secondo il quale tutto il territorio nazionale sarà zona rossa e si seguiranno dunque le norme del DPCM del 4 novembre 2020 che prevede che le librerie siano aperte (art.3 comma b) e vige anche in questo caso il criterio di prossimità secondo il quale si può raggiungere la libreria più vicina al proprio domicilio.
 
Come consuetudine, abbiamo preparato la bibliografia dei nostri consigliati per l'inverno. Vi potete trovare ben 90 titoli, dai romanzi ai saggi, dai racconti di viaggio ai libri per bambini e giovani lettori.
Passate a ritirare la vostra copia in libreria oppure consultatela direttamente da casa cliccando qui. Buona lettura!


Cent’anni di storia bassanese – dal 1866 al 1966 – rievocati da 725 fotografie, raccolte in due volumi di complessive 840 pagine, con una splendida veste tipografica.
Bassano nella memoria è sempre un dono speciale. Poter rivedere Bassano nella storia e riscoprire le radici della nostra adorata cittadina. Per celebrare i vent’anni dall’uscita, lo splendido cofanetto di due volumi è in promozione a 59,00 Euro (è possibile riceverlo a casa previo contatto con la libreria).



Nell’opera è possibile trovare non solo le immagini dei grandi eventi che hanno segnato la storia di un secolo, ma anche quelle spicciole eppure vive e vere della quotidianità. E’ anche un’opera ricca di interesse e di curiosità, che ci riporta luoghi talvolta scomparsi o cambiati dal progresso, fatti e costumi di ieri, che ci consentono di confrontare il passato col presente. Allora ci accorgiamo che soltanto la memoria ci permette di conoscere a fondo noi stessi e la nostra Bassano.

Il primo volume è articolato nelle sezioni della città: Il castello e le mura, Il Brenta e le sue sponde, Piazze e contrade, il Museo Civico. 



Nel secondo volume le foto si susseguono in ordine cronologico dal 1866, anno dell’annessione di Bassano al Regno d’Italia, fino al 1966: Dall’annessione a fine ‘800; Dal 1900 al 1914; Dal 1915 al 1918. La prima guerra mondiale; Fra le due guerre; La seconda guerra mondiale. 1940-1945; Gli anni della ripresa. 1946-1966. 



La sezione finale, una carrellata di cartoline commerciali usate nel primo Novecento dalle ditte bassanesi.


Dal 3 novembre è attivo il nostro nuovo servizio di consegna a domicilio.

COME FUNZIONA?

* Chiamate il libreria allo 0424522537 specificando che si tratta di un ordine per cui richiedete la consegna.
* Comunicate il titolo del libro o dei libri che volete acquistare e se avete piacere che siano confezionati in pacchi regalo.
* La consegna avverrà nelle giornate dal martedì al venerdì e il pagamento sarà contestuale, in contanti o tramite POS.
* Il costo del servizio è di 3 €.
* DOVE: Effettueremo la consegna a domicilio nei comuni di Bassano del Grappa, Pove, Romano d'Ezzelino e Cassola.
* In alternativa, possiamo effettuare anche spedizioni. In questo caso il costo del servizio è di 4,70 € (normale, 5 gg lavorativi) o 5,90 € (espresso, 3 gg lavorativi). Pagamento tramite bonifico bancario anticipato.

 


Nuovo appuntamento con l’interessantissimo e coinvolgente Bompiani Book Club che, dopo “Mai stati così felici”, propone la lettura di “Casa Lampedusa” di Steven Price. L'uomo che all'inizio di “Casa Lampedusa” vediamo passeggiare nelle vie di Palermo è Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e ricorda tanto da vicino il Principe conosciuto tra le pagine del Gattopardo: è incalzato due volte dal tempo, quello della malattia che gli toglie il fiato e quello di un mondo, di una società a cui non sente più di appartenere. Nel romanzo di Steven Price è una mattina di gennaio (siamo nel secondo dopoguerra, in una Palermo ancora segnata dalla devastazione) quando a Tomasi di Lampedusa viene diagnosticato un grave enfisema; mentre sta andando al Caffè Mazzara per incontrare il cugino, Lucio Piccolo, fa una sosta in chiesa e lì viene raggiunto dalle parole di Stendhal: l'eternità sono le parole che lasciamo, la cronaca del tempo che abbiamo vissuto. Da qui parte il racconto degli ultimi anni della vita di Tomasi di Lampedusa, anni di scrittura e di vani tentativi di pubblicazione, con Mondadori ed Einaudi che rifiutano il manoscritto. Come scrive sempre il nipote nella sua nota, "la tragedia è affatto umana, non letteraria": il romanzo uscirà postumo, l'autore non potrà vederlo stampato ma ha consegnato al mondo uno dei capolavori del Novecento.
Alberto Rollo, amico carissimo e direttore letterario d’eccellenza, ci scrive una lettera, che sentiamo di condividere con voi, per segnalarci “un romanzo che ci racconta fino a che punto la nobile follia di un ragazzino, cresciuto fra la memoria del sangue e la tenerezza degli avi, sa combattere contro la volgarità e l’indifferenza degli uomini.”

Il romanzo è "Al centro del mondo" di Alessio Torino, edito da Mondadori, e sotto potete leggere la bellissima lettera che ci ha indirizzato Alberto Rollo.





 


Comunichiamo con piacere che è stato riattivato il Bonus Docenti di 500€ riservato agli insegnati di ruolo delle scuole statali. Oltre alla somma spettante per l'anno scolastico 2020/2021 si potrà utilizzare anche l'eventuale residuo dell'a.s. 2019/2020.

Qui tutte le informazioni sulla Carta del Docente. Vi aspettiamo!


 


Oltre ai diari scolastici, sono disponibili le nuove agende 2021: giornaliere, settimanali, tascabili o di grande formato, con copertine colorate o monocromatiche, per soddisfare tutti i gusti ed esigenze!


"La storia che state per leggere parla della voglia spasmodica di realizzare un sogno a tutti i costi. Parla dell’arte di arrangiarsi, tirando la cinghia, improvvisando, sgomitando, inventandosi espedienti pur di realizzare un film e portarlo nelle sale, senza sapere da dove arriveranno i soldi per il prossimo giorno di paga."
Dal 27 agosto in libreria potrete trovare "Cercando la luce", l'attesa autobiografia di Oliver Stone, pubblicata da La nave di Teseo.

Il famoso regista sarà a Bassano del Grappa per la chiusura del festival La Milanesiana, ideato e diretta da Elisabetta Sgarbi.
Appuntamento mercoledì 2 settembre alle 20.45 al Teatro Tito Gobbi (Castello degli Ezzelini) con Silvia BizioElisabetta Sgarbi, le letture di Toni Servillo dall'autobiografia e il concerto di Extraliscio.

Ingresso gratuito previo ritiro di apposito tagliando: dal 26 agosto all'Ufficio IAT di Bassano del Grappa, Piazza Garibaldi, 34 - tel. 0424 519917.

In collaborazione con Città di Bassano del Grappa e Genoma Films.

 



Se, come noi, avete amato “Mai stati così felici” di Claire Lombardo, c’è un’opportunità che non potete perdere. Se non l’avete ancora letto vi consigliamo spassionatamente di farlo. E dopo questo piacere ve ne offriamo un altro: sentire raccontare da chi i libri li acquista per l’editore, li traduce, li edita, li manda in stampa e li fa arrivare in fine a noi, quali storie affascinanti sono celate dietro alla pubblicazione di un libro.
Un gruppo di lettura, un book club di tutta eccellenza, curato dalla grandissima Beatrice Masini, autrice, traduttrice, editor e grande amica. Purtroppo non sarà da noi ma si terrà gratuitamente in via telematica da casa vostra, con il nostro supporto e la nostra partecipazione, martedì 15 settembre e lunedì 5 ottobre alle 21. Chiedeteci, scrivendo a info@palazzoroberti.it , l’email di riferimento per l'iscrizione (che è gratuita, con la sola condizione di avere acquistato il libro).

 


Filastrocca impertinente
chi sta zitto non dice niente,
chi sta fermo non cammina
chi si allontana non s'avvicina.
Chi si siede non sta ritto
chi va storto non va dritto
e chi non parte, in verità
in nessun luogo arriverà.

 
Con queste parole di Gianni Rodari vogliamo darvi appuntamento all’edizione 2020 di “Didattica per la scuola”.
Siamo in un momento di incertezza, ancora non si sa come comincerà questo nuovo anno scolastico ma le parole di Rodari, attuali più che mai, ci sembravano adatte a sostenere e spronare chi si prepara a ripartire.
 
Per attenuare questa attesa e darvi il tempo di organizzare al meglio il nuovo anno scolastico, abbiamo deciso di anticipare il mese dedicato alle insegnati: la mostra sarà aperta da sabato 1 agosto fino a domenica 6 settembre 2020. Come sempre andremo ad ampliare il materiale già disponibile e troverete anche qualche novità editoriale.
Per darvi modo di consultare le guide e i supporti didattici senza fretta e in sicurezza, quest’anno la mostra tornerà al piano superiore, nel salone nobile affrescato della libreria.
 
Vorremo inoltre proporvi la possibilità di organizzare un incontro con l’autore a scuola. Crediamo fortemente nel potere della lettura e nel bisogno di coltivare tale piacere fin dai primi gradi dell’istruzione, così in mostra troverete un invito per la programmazione di un evento scelto tra una selezione di autori e case editrici con cui da tempo collaboriamo proficuamente. Ci piacerebbe prevedere questo momento nelle vostre scuole, in presenza, se sarà possibile, o mediante incontro virtuale, per creare un importante ricordo nelle menti dei nostri giovani lettori.
 
Per organizzare al meglio anche i vostri astucci e le vostre cartelle, ad agosto e settembre il materiale di cartoleria sarà scontato del 20%!
 
Vi aspettiamo dunque il prossimo mese!

Chissà come partirà il nuovo anno scolastico? In ogni caso, meglio farsi trovare pronti! Dal 1 agosto al 30 settembre 2020 approfittate della nostra promozione sulla cancelleria scolastica e altri prodotti selezionati, con lo sconto del 20% su tutto il materiale necessario per ricominciare alla grande!


 

Siamo lieti di comunicarvi  che come di consueto è disponibile la nostra bibliografia estiva, una selezione di novanta titoli che vi raccomandiamo: romanzi, saggi, letteratura per ragazzi, narrativa di viaggio e di musica. Siamo certi che troverete le letture che fanno per voi!

Passate a ritirare la vostra copia in libreria oppure consultatela direttamente da casa cliccando qui. Buona lettura!




Buongiorno, nella speranza di trovarvi bene, con la presente siamo a informarvi che il 25 marzo scorso è entrata in vigore la nuova legge sul libro (legge 15 del 13 febbraio 2020, “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura”) che oltre a introdurre alcune importanti novità fissa al 5% lo sconto massimo applicabile sui libri.

Tale legge è stata realizzata per valorizzare il presidio della lettura e per difendere in particolare le librerie indipendenti dal commercio online.

Di conseguenza le eventuali condizioni o convenzioni precedenti a tale data, in ottemperanza alla legge, saranno ora portate al 5%.

Certi della vostra comprensione, vi ringraziamo e vi inviamo un cordiale saluto.


In condizioni di normalità, in questo periodo ci troveremmo nel pieno dell’organizzazione di Resistere, la nostra rassegna letteraria. L’ideazione del programma era già a buon punto ed erano iniziati gli sforzi per far combaciare idee e disponibilità degli autori ospiti.

Il prossimo mese Bassano del Grappa avrebbe dovuto essere il teatro della quinta edizione del nostro festival, che ha saputo diventare in così breve tempo un importante appuntamento culturale, non solo per la nostra città, richiamando un pubblico numerosissimo e appassionato agli incontri con l’autore.

Come facilmente immaginerete, l’edizione di quest’anno di Resistere non avrà luogo.

Siamo fiduciosi che la rassegna possa tornare nel 2021, in modo da poter godere nuovamente della presenza vostra, degli ospiti e dei loro approfondimenti e degli incantevoli luoghi che fanno abitualmente da scenario agli incontri.

Nel frattempo tuffiamoci, non senza emozione, nei ricordi attraverso le immagini di questo bel video, che avrebbe dovuto essere promozionale per la rassegna di quest’anno, ma che ci fa ugualmente piacere condividere con tutti voi.

Vi aspettiamo in libreria!
Nel numero dello scorso sabato 9 novembre 2019 di Robinson, l'inserto culturale de La Repubblica, è stato recensita la "Guida tascabile alle librerie italiane viventi", edito da Clichy. E... a fare da accompagnamento all'articolo firmato da Ilaria Zaffino campeggia una bella foto proprio della nostra libreria!



 
"Una libreria non è mai solo un esercizio commerciale ma un aggregatore di contenuti, idee, cultura che supera certamente gli scarni dati economici. Purtroppo è su quelli che, però, si basa la vita di un commercio, ma non si tratta di un gioco a somma zero; e quando scompare una libreria, ci perdono tutti: anche chi non ci ha mai messo piede."
 
"Va anche detto che sono molte le librerie che si adattano e trovano strade peculiari per affrontare i tempi: in questo sta la loro diversità. A Torino, l’esperienza pluridecennale della Luxemburg è un faro per la città, a Bassano del Grappa le sorelle Manfrotto conducono una delle più belle “start-up” librarie degli ultimi anni, Palazzo Roberti; a Milano, Parma, Bologna e in tante altre città e paesi italiani i luoghi del libro che trovano nuovi stimoli e fidelizzano i clienti in mille modi alimentano la speranza."
 
"Una lezione da tenere a mente che ha dato in questi anni il caso Daunt a Londra è proprio che solo con l’attrattività della libreria, il clima di “complicità” e fedeltà con il libraio, il sentirsi parte di una comunità possono essere le chiavi per resistere, resistere, resistere. O esistere, più tristemente, in troppi casi. Magari, anche rinascere, in nome del libro e della sua insostituibile funzione. E dei diritti del lettore (che è e resta decisivo in questa partita) di trovarsi circondato di libri e, perché no?, di bellezza."


Grazie di cuore a Stefano Salis per averci citato nel suo articolo "Ritrovarsi in libreria", pubblicato nell'edizione di domenica 3 marzo 2019 de Il Sole 24 Ore. Per leggere l'articolo completo cliccate qui



Un importante nome della fotografia mondiale approda alla Libreria Palazzo Roberti di Bassano del Grappa. “Harry De Zitter. The Himba Collection” il titolo della mostra ospitata nel salone degli affreschi della libreria, in programma dal 14 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019 (inaugurazione giovedì 13 dicembre, ore 18), che racconta attraverso 20 immagini in bianco e nero gli Himba, popolazione indigena che vive nel nord della Namibia, considerata l’ultima semi-nomade del Paese.
Il progetto, realizzato nel 1997, esplora i volti, gli usi e la vita di questa tribù che vive principalmente di pastorizia attraverso l’obiettivo del fotografo belga cresciuto a Port Elizabeth, in Sudafrica, che ha firmato celebri campagne pubblicitarie e che in questo lavoro fa emergere la sua capacità di sondare la profondità dell’essere umano. Alcune foto di questa serie sono state donate al presidente Sam Nujoma e sono parte della collezione permanente della Namibian National Gallery di Windhoek (NAGN).


 
Sono sempre stato affascinato dal popolo Himba e dal paese della Namibia, è per questo che è nato il progetto Namibiana” spiega l’autore “La mia relazione con la famiglia Manfrotto è iniziata negli anni ‘70, quando scrissi alla Lino Manfrotto+Co. per dei pezzi di ricambio della mia attrezzatura fotografica. Avevo trovato l’indirizzo su un adesivo del braccio modulare che avevo appena acquistato e non sapevo che si trattasse del nome di una persona. Le parti arrivarono poche settimane dopo con una nota che diceva ‘with compliments’. Ho chiamato per ringraziare e solo in quel momento ho scoperto chi era Lino Manfrotto. Iniziò una bellissima amicizia. Avevamo un rapporto speciale che nel tempo mi ha portato ad amare tutta la sua famiglia e la città in cui viveva”.
 
“Una mostra del cuore” commenta Abramo Manfrotto, figlio di Lino, fondatore dell’azienda leader nel settore dei cavalletti fotografici, “per due motivi: immagini toccanti e di rara bellezza che ci sono state donate da Harry De Zitter e che, assieme alle mie sorelle Lavinia, Lorenza e Veronica, costudiamo con cura e siamo oggi felici di condividere con il pubblico; e poi per il nostro legame personale con l’autore, che ha realizzato questo progetto con il supporto di nostro padre, che continua a vivere nei suoi racconti e in questi scatti”.
 
Manfrotto Spa, nel 1989 acquistata dal gruppo britannico Vitec, e ALU Spa, l’altra azienda di famiglia oggi condotta da Abramo Manfrotto che opera nel settore degli arredi per negozi, sono state parte di questa collezione sin dall’origine, con la fornitura, al tempo, delle attrezzature per lo shooting fotografico in Namibia. Alcuni scatti di quei momenti sono riportati in mostra e documentano la trattativa con la popolazione che, non avendo moneta, ricevette in cambio tabacco, farina, zucchero etc.. ALU ha poi continuato a collaborare con il fotografo, realizzando i supporti per la retrospettiva "Photographer San Frontiéres" di Harry De Zitter al Baker Museum di Naples (Florida), nel 2016.
 
Nato in Belgio e cresciuto in Sudafrica, Harry De Zitter ha iniziato a fotografare presso la scuola d'arte di Port Elizabeth, in Sudafrica, nel 1968. Dopo aver fondato il suo primo studio a Città del Capo nel 1971, ha sempre viaggiato, aprendo studi anche a Johannesburg, Cape Cod, Londra e New York, e firmando campagne pubblicitarie di still life, auto, moda per importanti brand internazionali (Marlboro, Nike, Apple, Benetton, Canon…) ed illustri imprenditori (McCartney, Rockefeller, Jordan, Gates…). Le classiche immagini di profondità ed eleganza sono la firma di Harry De Zitter che, durante l'età d'oro delle campagne pubblicitarie negli Stati Uniti, è stato nominato Photographer of the Year da Adweek American Advertising. È stato inoltre uno dei ambassador di Manfrotto School of Excellence.  Attualmente risiede e lavora a Naples, in Florida, nel Golfo del Messico.

“Harry De Zitter vede le cose in un modo che ti attira come una specie di gigantesco campo di forza magnetica, che ti fa perdere piacevolmente e irrimediabilmente nel mare della foto (David Jenkins, Nike Art Director e Creative Director)”, uno dei numerosi commenti di colleghi ed esperti.
 
La mostra “Harry De Zitter. The Himba Collection” è promossa da Libreria Palazzo Roberti con il patrocinio della Città di Bassano del Grappa, il supporto di ALU per la parte espositiva, di Manfrotto Image More e Gitzo e in collaborazione con Capovilla Distillati.
Media partner: Mind Magazine, Il Giornale di Vicenza, Corriere del Veneto.
 
La mostra è visitabile dal 14 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019 negli orari di apertura della libreria. Inaugurazione giovedì 13 dicembre, ore 18, alla presenza dell’artista. Ingresso libero.

 
Finalmente il 28 marzo 1998 aprivamo per la prima volta al pubblico il portone di Palazzo Roberti. Qui alcuni momenti dell'inaugurazione.


















 
I lavori di restauro di Palazzo Roberti sono durati cinque anni, dal 1993 al 1998.
















 

 


#ioleggoperché è una grande raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche.


È la più grande iniziativa nazionale di promozione della lettura, ed è organizzata dall'Associazione Italiana Editori.

Quest’anno è alla terza edizione. Grazie all’energia e all’impegno di messaggeri, librai, insegnanti e cittadini di tutta Italia e degli editori che hanno contribuito, nel 2016 sono stati donati alle scuole 124.000 libri, andati ad arricchire il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche.

Da sabato 21 a domenica 29 ottobre 2017, anche presso la nostra libreria sarà possibile acquistare libri da donare alle Scuole dei quattro ordinamenti: Scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado.

Al termine della raccolta, gli Editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva (fino a un massimo di 100.000 volumi), donandoli alle biblioteche scolastiche e suddividendoli secondo disponibilità tra tutte le Scuole iscritte che ne faranno richiesta attraverso il portale.



 
Per tutti gli appassionati lettori di Elena Ferrante! Non perdete l'occasione di poter assistere al film documentario Ferrante Fever usufruendo del coupon che trovate presso la nostra cassa. Grazie infatti alla collaborazione con Metropolis Cinemas presentando il coupon avrete l'opportunità di ottenere l'ingresso a prezzo ridotto! Ricordate, Ferrante Fever sarà al cinema solo il 2, 3 e 4 ottobre 2017.



FERRANTE FEVER

Il viaggio di uno straordinario successo che parte dai vicoli di Napoli e arriva in America. L'opera di Elena Ferrante, i luoghi, i protagonisti dei suoi romanzi attraverso lo sguardo di grandi personaggi e testimoni d’eccezione.

Passeggiando per le strade di New York, puo capitare di imbattersi in una libreria dove spiccano, in bella mostra all’interno di una teca speciale, i romanzi di una misteriosa narratrice italiana. Una scritta al neon “molto anni 80”, coloratissima come quelle dei fast food, li illumina di luci cangianti, strillando “Ferrante fever”.
Febbre Ferrante, proprio così .
Perche a partire dal 2013, quando il severo critico letterario James Wood recensisce in termini entusiastici per il The New Yorker il primo romanzo del ciclo L’amica geniale, il caso Elena Ferrante – una scrittrice napoletana sconosciuta, autrice di romanzi di successo ma che non ha mai voluto rivelare la sua vera identita – travalica i confini nazionali e diventa un fenomeno globale.
Alla fine del 2014, nello stilare la sua classifica annuale, la rivista americana Foreign Policy inserisce Ferrante tra le cento personalita e pensatori piu influenti del mondo. Gli estimatori sono molti, dalla scrittrice premio Pulitzer Elisabeth Strout a Jonathan Franzen, passando per i critici piu esigenti di New York Times, The New Yorker, Boston Globe ed Economist.
Il fenomeno sembra inarrestabile: persino Hillary Clinton durante la campagna presidenziale parla dei romanzi della Ferrante: ipnotici, dice agli ascoltatori del suo podcast, non riesco a smettere di leggerli…
Insomma, gli americani vanno pazzi per la Ferrante. Ma non solo: nel frattempo i romanzi del ciclo L’amica geniale conquistano la critica e scalano le classifiche di tutta Europa, dal primo posto in Norvegia alle prime posizioni In Inghilterra, Francia, Germania…
E in Italia?
Elena Ferrante si legge in metropolitana, in treno e sotto l’ombrellone, come la vera e la migliore letteratura popolare, che sa coniugare qualita stilistica, contenutistica e universalita tematica, all’intrattenimento per un pubblico vasto ed eterogeneo. Un tipo di narrativa che sembrava essere sparita dalle case degli italiani e dalle classifiche.
Elena Ferrante e ormai diventata un mito.
I lettori la premiano, ma tra gli addetti ai lavori infuria la polemica.
Per molti anni la scrittrice e rimasta nell’ombra nonostante il successo di romanzi come L’amore molesto e I giorni dell’abbandono e dei film da essi tratti, e ha gia partecipato al premio Strega senza clamori ne proteste proprio con il suo primo romanzo nel 1992.

Di lei non si sa praticamente nulla, al di fuori della sua dichiarata origine napoletana e dei pochissimi elementi biografici che ha rivelato in La frantumaglia (Edizioni E/O, 2003), una specie di Zibaldone che raccoglie tutti i pezzi, le lettere, i pensieri che hanno accompagnato il lavoro della scrittrice a partire dal 1992.
Ma oggi – in un mondo dove l’apparire e tutto – questo negarsi e diventato uno scandalo.
Il successo internazionale ha alimentato un’ondata di polemiche, proteste e illazioni sulla sua identita o sulla candidatura al Premio Strega nel 2015 con Storia della bambina perduta, ultimo romanzo del ciclo L’amica geniale, che ha visti contrapposti Roberto Saviano e Nicola Lagioia, poi vincitore.
Chi e Elena Ferrante? Solo un nome dietro il quale si celerebbe un altro scrittore?
Che siano Salinger o Pynchon, i Daft Punk, Banksy o Ferrante, come dimostra anche uno dei piu divertenti dialoghi di The Young Pope (la serie di Paolo Sorrentino) chi sottrae il proprio volto alla ribalta mediatica attira ancora di piu la bramosia dei cultori.
Ma e nei suoi libri che la Ferrante va cercata. Dove altro senno ?
«I libri non hanno alcun bisogno degli autori, una volta che sono stati scritti», sostiene, idea esplicitata dalle copertine dei suoi romanzi che raffigurano donne senza volto (senza testa) o di spalle. Libri in cui – in apparente contraddizione – l’autrice sembra voler raccontare molto della propria vita privata.
Ferrante Fever si confronta con l’opera di Elena Ferrante, ricercandone l’identita tra le sue righe.


Robert Capa Retrospective
dal 16 settembre 2017 al 22 gennaio 2018

 
Il più grande fotoreporter del mondo attraverso 97 immagini in bianco e nero che ripercorrono i maggiori conflitti del XX secolo e si articolano in 11 sezioni: Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Seconda guerra mondiale 1939-1945, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950,  Indocina 1954 a cui si affianca una sezione dedicata ai Ritratti di Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner e molti altri.


Dal 16 settembre 2017 al 22 gennaio 2018 il Museo Civico di Bassano del Grappa ospita, in collaborazione con Magnum Photos, la Casa dei Tre Oci e Manfrotto, la mostra “Robert Capa Retrospective”, dedicata, in occasione delle celebrazioni dei 70 anni dalla fondazione di Magnum Photos, alla figura di spicco del fotogiornalismo del XX secolo.

La rassegna, curata da Chiara Casarin, direttore dei Musei Civici bassanesi, e Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia, presenta 97 fotografie in bianco e nero, che il fotografo, fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David “Chim” Seymour e William Vandivert, ha scattato dal 1936 al 1954, anno della sua morte in Indocina, per una mina anti-uomo.
Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le sue opere raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. Gli scatti, divenuti iconici – basti pensare alle uniche fotografie (professionali) dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944 – ritraggono cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo, di cui Capa è stato testimone oculare.
«Se la tendenza della guerra – osserva Richard Whelan, biografo e studioso di Capa – è quella di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra registrando singoli gesti ed espressioni del viso. Come scrisse il suo amico John Steinbeck, Capa "sapeva di non poter fotografare la guerra, perché è soprattutto un'emozione. Ma è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino, mostrando l'orrore di un intero popolo attraverso un bambino».
L’esposizione si articola in 11 sezioni: Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Seconda guerra mondiale 1939-1945, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954, Ritratti, fotografie di amici e artisti (Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e infine un ritratto del fotografo scattato da Ruth Orkin nel 1951).
All’interno del percorso il visitatore potrà ripercorrere la vicenda umana ed artistica di Capa, sin dal suo primo incarico internazionale per l’agenzia berlinese Dephot, a Copenhagen nel 1932, per la conferenza di Trotskij. In mostra anche le fotografie delle tumultuose parate di Parigi e della guerra civile in Spagna del 1936, cui la celebre rivista inglese Picture Post dedica un inserto di undici pagine con l'indimenticabile didascalia: "Il più grande fotografo di guerra al mondo: Robert Capa". A queste si aggiungono i reportages della resistenza della Cina all’invasione giapponese del 1938, della Seconda guerra mondiale, che Capa seguì sui diversi fronti di battaglia con le dense immagini della conquista della Sicilia e di Napoli del 1943, per arrivare al D-Day e alla liberazione di Parigi del 1944, l’invasione in Germania con i parà americani del 1945, il viaggio in Russia del 1947, fino alla fondazione ufficiale dello stato di Israele del 1948 e il suo ultimo incarico di guerra in Indocina del 1954.
Ad introdurre la rassegna il prezioso documentario Robert Capa in Love and War (2003), diretto da Anne Makepeace, con straordinari materiali d'archivio e interviste a familiari, amici e colleghi: il fratello Cornell Capa, Isabella Rossellini, Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Elliott Erwin, Richard Whelan, John Morris.


I nuovi buoni regalo a noi piacciono moltissimo. E coloro che li ricevono possono scegliere ciò che più desiderano tra tutti i nostri libri e gli articoli della cartoleria. Nel dubbio, il regalo perfetto!


Una novità entusiasmante in libreria!

Da poco siamo diventati rivenditori del prestigioso marchio di giochi francesi Djeco e siamo molto felici della splendida proposta di giochi e di materiali creativi che ora possiamo offrirvi.

Djeco è un’azienda produttrice di giocattoli di legno e cartone, giochi creativi per colorare, dipingere e disegnare, giochi di carte, giochi da tavolo e adesivi o stickers per l’arredamento della cameretta che hanno per nota distintiva lo splendido design, che nei giochi Djeco diventa vera e propria arte grafica. Un’equipe di illustratori di talento, che si ritrovano nel laboratorio della Djeco sulle rive della Senna, è l’anima di questa azienda, che sulla grafica e sulla bellezza dei suoi prodotti ha investito la maggior parte delle sue risorse: basti pensare che più della metà dei dipendenti di Djeco sono progettisti di giocattoli o illustratori.

Il catalogo è ampio e si può sicuramente trovare quello che si cerca.

Dai puzzle in legno ai puzzle in cartone, le piramidi a cubi, i domino, i memory, i divertentissimi giochi di carte e giochi da tavolo Djeco da fare tra bimbi ma anche sfidandovi in famiglia,i giochi creativi, la pasta modellabile e tutto il materiale creativo.

Vi aspettiamo presto in libreria per scoprire questi prodotti!

La storia di Djeco

Djeco nasce nel 1954, dall’inventiva di una mamma che lavorava presso i campi vacanza e che doveva quotidianamente ingegnarsi, inventando nuovi giocattoli, educativi, ma anche divertenti, belli e originali. Dalle sue mani prendono forma i primi domino, i lotto, i giochi di numeri, ecc.

Ma sarà Frederic, figlio di questa mamma, a fare grande l’azienda. Frederic è un viaggiatore e inizia a girare il mondo alla scoperta dei più bei giocattoli diffusi nei vari continenti. Per dare vita alla sua idea, mette insieme una squadra di illustratori di talento per dar forma a dei giocattoli belli come le illustrazioni delle fiabe, come i sogni dei bambini, come le opere d’arte della pittura.

Questa è la grande intuizione alla base del successo di Djeco. Ogni giocattolo Djeco è una piccola opera d’arte, firmata dall’illustratore che ne è l’autore. Proprio come un quadro, una scultura o l’illustrazione di una fiaba.

L’unicità di Djeco

La prima reazione di fronte a un giocattolo di Djeco è la meraviglia di fronte all’armonia delle forme e all’originalità del disegno, unita a un forte senso di infanzia, di giocosità, di fiaba e di bellezza. Osservando i giocattoli di Djeco sembra di entrare nel mondo delle favole, vien voglia di giocare, di tornare bambini, di avere dei giocattoli per poterli conservare, guardare e riguardare.

Questa unicità di Djeco è frutto dell’arte dei suoi illustratori e di un moto creativo continuo, delle continue ricerca e innovazione.

Il laboratorio di Djeco sulle rive della Senna è una fucina di idee sempre nuove, originali, a volte anche strampalate, imprevedibili e folli: tutte da tramutare in giocattoli.

Sicurezza e qualità dei giochi Djeco

Djeco è anche sinonimo di sicurezza e di qualità di ogni giocattolo. Tutto parte dalla selezione dei fornitori. A Parigi nascono le idee e i progetti, nel mondo si realizzano i giocattoli. E’ quindi importante trovare dei fornitori di qualità, all’altezza della bellezza del disegno firmato Djeco.

Così i fornitori non sono necessariamente cinesi, scelti secondo la logica del risparmio. Molti prodotti infatti, come per esempio gli stickers adesivi per la cameretta, sono realizzati in Italia, vari puzzle sono stampati in Olanda e in Spagna, molti giochi in legno sono fatti in Thailandia (che è una delle patrie dei giochi di legno di qualità.

Djeco opera inoltre test accurati effettuati da laboratori francesi indipendenti su campioni delle forniture, per verificarne la corrispondenza alle norme europee sulla sicurezza dei giocattoli.

I giocattoli Djeco sono inoltre caratterizzati da un’alta qualità, frutto di un sistema di controllo assai minuzioso ed efficiente.

Prima di iniziare la produzione viene testato a Parigi ogni aspetto dei giocattoli per scoprirne gli eventuali punti deboli e gli elementi di potenziale pericolosità e porvi rimedio. Vi è poi il controllo della produzione dei giocattoli in loco, nelle fabbriche, da parte degli ispettori. Vi sono infine i controlli a campione presso i magazzini francesi, dove vengono ricevute le forniture dei prodotti.

Tutto questo permette a Djeco di ottenere giocattoli di una qualità elevata e costante, con difetti di produzione rarissimi o praticamente assenti.


 


 



Sabato 23 aprile 2016
alle 21,45 andrà in onda su Rai Tre la seconda delle due puntate di Ulisse - Il piacere della scoperta dedicate alle meraviglie del Veneto. Condotta da Alberto Angela, la trasmissione parlerà anche di Bassano del Grappa e del Ponte Vecchio. Intanto potete rivedere la prima parte del viaggio nella nostra regione , "Le meraviglie del Veneto dal Garda alla Riviera del Brenta".



Centocinquanta anni fa si compiva l’annessione del Veneto al Regno d’Italia. Per ricordare la ricorrenza Ulisse compierà un viaggio in questa regione tra le più ricche di storia, cultura ed arte del nostro Paese. Una delle più produttive d’Europa. Il viaggio si articolerà in due puntate. Nella prima tappa Alberto Angela partirà da Punta San Vigilio sul lago di Garda, il luogo più a ovest del Veneto. Da lì raggiungerà Verona per raccontare le numerose tracce del suo passato: l’Arena, Castelvecchio e il ponte scaligero. Quasi d’obbligo, per non deludere milioni di innamorati, una visita alla casa di Giulietta per rivivere il mito celebrato da Shakespeare.


 



Il regalo perfetto! La pochette fatta a mano in lino italiano. Un accessorio imperdibile di Once Milano disponibile in una varietà di colori magnifici. Personalizzabile con il ricamo di un monogramma o del nome intero.
Il formato piccolo ha una pratica cerniera per custodire le vostre cose mentre il formato medio ha due taschine interne per dividere e disporre in modo pratico i vostri oggetti quotidiani.

Passate a segliere la vostra e apprezzerete come è piacevole al tatto oltre che all'occhio!

www.oncemilano.com

 



 



La narrativa «di qualità» aumenta le abilità di comprensione delle relazioni sociali,
l’intuizione dei sentimenti, dei pensieri e delle reazioni degli altri. I lettori mettono
in gioco risorse interpretative flessibili e quindi sollecitano funzioni sofisticate

di Danilo di Diodoro
per il Corriere Salute

(Cliccate sulle pagine per ingrandirle)

http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/


 



In un articolo pubblicato sul "Il Giornale di Vicenza" viene raccontato l'incontro di Cristina Comencini con Lavinia, Lorenza e Veronica Manfrotto in occasione della presentazione del suo romanzo "Lucy" a Palazzo Roberti, e di come, durante la cena seguente all'incontro con il pubblico, la scrittrice e regista avesse maturato l'idea di scrivere una storia per la televisione. Che ora si sta girando nella nostra città, "Di padre in figlia".
Cliccate qui o sull'immagine sopra per leggere l'artcolo.



Nella puntata di lunedì 28 settembre 2015 di Pane Quotidiano su RaiTre, Concita De Gregorio, di recente nostra ospite per la presentazione del suo nuovo libro, ha parlato di noi e della nostra libreria, definendo Palazzo Roberti "una delle librerie più belle del mondo". A colloquio con lei Roberto Napoletano, direttore de "Il Sole 24 Ore", che già nello scorso novembre scrisse entusiasticamente di noi sulla prima pagina del'inserto domenicale del prestigioso quotidiano. La giornalista e scrittrice cita il nostro successo come un'eccellenza imprenditoriale femminile in un territorio, il nord-est d'Italia, nel quale è ambientata anche la fiction Rai "Di padre in figlia", scritta da Cristina Comencini che proprio da un incontro con Lavinia, Lorenza e Veronica Manfrotto ha tratto ispirazione per la storia.
Naturalmente vorremmo condividere con tutti voi la nostra grande emozione e soddisfazione.
Cliccate su questo link per rivedere la puntata di Pane Quotidiano in cui si parla di noi. Se avete poco tempo a disposizione, potete andare direttamente al minuto 15:30, da qui De Gregorio e Napoletano iniziano a parlare della libreria.

Nel numero di ottobre della autorevole rivista di viaggi, un bell'articolo di Gianfranco Raffaelli sulle
librerie come luoghi magici. Ci siamo anche noi! Cliccate sulla copertina qui sotto per leggere l'articolo.

GRAZIE AL PROGETTO RARAHIL MEMORIAL SCHOOL DI FAUSTO DE STEFANI È POSSIBILE DARE UN AIUTO DIRETTO

Dopo il terribile terremoto che il 25 Aprile ha devastato il Nepal, è fondamentale intervenire in tempi rapidi. 
Grazie al progetto Rarahil Memorial School di Fausto De Stefani  è possibile dare un aiuto diretto; le nuove strutture della scuola, costruite recentemente coi criteri antisismici occidentali, hanno retto al terribile sisma e sono diventate un importante presidio medico per il primo soccorso e per la distribuzione alimentare di migliaia di pasti caldi al giorno.

Se vuoi contribuire ad aiutare la popolazione locale, puoi effettuare un versamento. Codici IBAN e dettagli a questo link .

 

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In questi giorni, online, la nostra libreria ha goduto di nuovo e gradito risalto, con un paio di articoli che hanno donato rinnovata visibilità alle nostre attività. Dapprima Il Libraio ci ha dedicato un bell'articolo e poi il portale Racconta un libraio ha pubblicato un'intervista a Lavinia, che ha ripercorso la storia della libreria e illustrato le nostre iniziative. Oltre a questi, è stato pubblicato su Aesop.com un altro bell'articolo di Chiara Barzini.
Siamo felici di condividere con voi l'attenzione che ci viene rivolta.
 



Incontro radiofonico con Lavinia!
Giovedì 18 dicembre dalle ore 21 alle 22 è stata trasmessa su Radio Vicenza.
Fm 100.300:streaming/podcast
Per ascoltare il podcast clicca qui.
www.radiovicenza.com



Fare il nostro mestiere è un privilegio. Clienti, editori, autori: in questi 16 anni quante persone interessanti abbiamo avuto la fortuna di incontrare. Se poi uno di questi è il direttore de Il Sole 24 Ore e scrive su di noi un articolo sulla prima pagina del Domenicale… Urca! Grazie a Roberto Napoletano! Lavinia, Lorenza e Veronica

La libreria di Bassano, un padre speciale e il segreto delle tre sorelle
di Roberto Napoletano, Direttore de Il Sole 24 Ore

A Bassano del Grappa giovedì mi sono presentato con mezz'ora di ritardo perché il Frecciabianca, causa maltempo, è arrivato a Vicenza alle 17 e 30 invece delle 16 e 54. Scendo dal treno e devo raggiungere Palazzo Roberti, architettura di fine Seicento e un passato da cenacolo di scrittori e artisti del Settecento, ai piedi del Grappa e a un passo dalla Valsugana, nella centralissima via Jacopo da Ponte, per presentare Viaggio in Italia. Mi hanno preparato: devi sapere che entrerai nella libreria più bella del mondo. Lo chiedo subito a Lavinia, è la prima delle tre sorelle Manfrotto che ne sono le animatrici (le altre sono Lorenza e Veronica), e mi è venuta a prendere alla stazione con un bel sorriso e un dito scottato: «Per me sì, ma giudichi lei, noi ce l'abbiamo messa tutta per farne una casa, un salotto, un luogo dell'anima, i libri hanno un buon odore ed è bello essere i primi a sfogliarli». Chiama Veronica dalla macchina e scherza: improvvisa uno «spettacolino, fai qualcosa» per intrattenere il pubblico, perché c'è anche traffico. Capisco che l'allegria nella famiglia Manfrotto non manca e qualcosa mi dice che le sorelle in libreria si divertano un mondo.

All'arrivo il colpo d'occhio tra pavimento alla veneziana, scaglie di marmo e travi di legno caldo, stucchi veneti, oltre sessantamila libri tutti in ordine e catalogati; i bambini con le mamme a piano terra e il salone degli affreschi della scuola del Tiepolo con un pubblico che non lascia una sedia libera; e poi “l'aletta” con i libri scelti, un gioco unico tra sale di lettura, terrazzo e giardino. Dopo un'ora e mezzo di confronto serrato, una gran voglia di speranza che emerge da quasi tutti gli interventi, curiosità politiche, qualche paura di ribellismo e un desiderio prevalente di rimboccarsi le maniche e ripartire, mi fermo davanti a un camino di marmi e guardo Lavinia. Mi fa: «La mamma voleva che si potesse accendere il caminetto ma non ci hanno dato il permesso, però se esagerano con i libri brutti io un falò lo faccio comunque».

La sera sono a cena con le tre sorelle e i loro mariti, l'imprenditore Federico Visentin e la moglie, a casa di Veronica, e scopro che dietro la storia di questa libreria piena di suggestioni antiche c'è il talento di un padre speciale, Lino Manfrotto, che è partito come fotografo, ha inventato in garage il primo stativo per le luci grazie a Gilberto Battocchio, un “genio dell'ingegneristica” con la quinta elementare, ed è diventato il primo produttore al mondo di attrezzature fotografiche, treppiedi, cavalletti, pali telescopici e così via. Scopro che Palazzo Roberti non doveva essere una libreria di mille metri quadrati su tre piani ma la abitazione privata di una famiglia che era diventata ricca e voleva la sua bella casa piena di storia e colori nel cuore di Bassano del Grappa.

«Ricordo la faccia di papà quando il libraio di Palazzo Roberti gli dice a muso duro: ma lei lo sa che qui c'è un vincolo ministeriale e questo Palazzo può essere solo una libreria?» racconta Lavinia. Lorenza dice la sua: «Si presenta con lo sfratto e viene rispedito a casa, lui è incavolato nero ma va direttamente dall'altra libraia di Bassano, compra locali e licenza, e le fa una promessa: con questa carta, cara signora, qui a Palazzo Roberti, sempre a Bassano, faremo la libreria più bella del mondo». Aggiunge Veronica: «Quel libraio ci ha fatto un favore». Chiosa Lavinia: «È stato il nostro futuro, il nostro destino, che cosa avremmo fatto della nostra vita?».

Penso alla bellezza della libreria e non mi trattengo: «Senza offesa per nessuno, ma non è sprecata una libreria così unica a Bassano del Grappa, quarantamila abitanti non sono un po' pochini?». Le tre sorelle si sentono colpite nel vivo e rispondono all'unisono: «Vengono da Treviso, Trento, Vicenza, vengono da ogni dove, c'è un turismo da libreria, e questa libreria è fatta per “viverci” dentro, passarci almeno qualche ora». Hanno ragione: i cromosomi di papà Lino si sentono, lo spirito di un'idea della vita e del lavoro che appartengono alla terra di Giorgio Lago pure. Esco di casa, sono passate le 23. Fa freddino, la brezza notturna della Valsugana allontana la nebbia. Intorno ci sono gli olivi, il verde e tante case belle. Sopra, un cielo pulito.


 


Una sabbia bianca dalle luccicanti sfaccettature viene trasformata con coloranti eco-compatibili in un arcobaleno di colori per stimolare la creatività di ogni bambino in un gioco dove il contatto materico sviluppa importanti aspetti didattici/formativi.
Il prodotto è stato interamente progettato e realizzato dalla Ferrari Granualti nel rispetto di tutte le norme europee per la sicurezza dei giocattoli (EN 71) con tutta la cura e l’attenzione che i nostri bambini meritano.

 

 



Sabbiarelli è un gioco semplice, adatto a bimbi dai 5 ai 12 annicreativo perché non pone limiti alla fantasia e alla capacità di trovare infinite combinazioni colore o sfumature per realizzazioni uniche e stravaganti.



Sabbiarelli è un gioco didattico nel quale il contatto diretto con la sabbia implica un aspetto educativo e formativo di confronto con la cultura dei materiali.
 



Sabbiarelli è un gioco divertente perché si presta a un’attività ludica individuale o di gruppo: “Sabbiarelli Party kit”, infatti, è la versione maxi, ideale per feste di compleanno, per laboratori scolastici o per pomeriggi in compagnia.
 



Sabbiarelli è un gioco pulito e sicuro: non servono le forbici e neppure la colla. Si utilizza senz’acqua, è atossico e non macchia.
 




Il prodotto è 100% Italiano, ed è stato interamente ideato e progettato da Ferrari Granulati nel rispetto di tutte le norme europee per la sicurezza dei giocattoli.

 



Leggi l'articolo






Da Domenica de Il sole 24 ore di domenica 2 febbraio 2014

Le libreria fisiche e il fascino dei luoghi

di Stefano Salis


Mentre si succedono gli interventi della tavola rotonda, significativamente intitolata «Un algoritmo non li seppellirà» (allusione non tanto velata ad Amazon e simili contro le librerie “reali”), Stefano Rodotà – che avrà la parola nel pomeriggio per la sua lezione magistrale, e non la si potrebbe definire altrimenti – prende appunti. Lima l’intervento, integra, precisa. Infatti, nonostante il tema, altissimo, trattato, «Il diritto dalla conoscenza», che fonde mirabilmente i nuovi contesti in cui ci muoviamo – digitale, facilità di condivisione del sapere – con i caposaldi del vivere civile e del diritto, Rodotà – che potrebbe anche evitare un accenno qualsiasi alle librerie-, non si fa prendere in contropiede. E spiega, al 31° seminario di perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri (organizzato, come ogni anno, alla fondazione Cini di Venezia da Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, in collaborazione con Ali e Aie), una semplice lapalissiana, verità: «La libreria che ci è stata raccontata oggi è esattamente il contrario dei “non luoghi”», concetto che ha dominato un pezzo non irrilevante della cultura postmoderna (riferito ai luoghi fisici) e quella ultracontemporanea (basti pensare alle piazze virtuali).
Tutto qui. Bisogna ripartire dalla centralità del luogo e dell’oggetto fisico e dall’esperienza unica che essi possono regalare e che nessuna libreria online potrà sostituire. La fisicità, l’oggettiva concretezza del libro non sono negoziabili – almeno adesso – e chiunque sostenga il contrario è in malafede o non sa di cosa parla, visto che l’ebook non decolla davvero in nessun mercato e tende a rallentare dove aveva preso piede (Usa). Ma ovviamente non c’è solo questo. Il vero nemico della libreria non è l’ebook, questo lo si è capito, ma forse non è nemmeno la libreria online, capace di fornire un servizio comodissimo e puntuale, e, nei mercati dove non c’è regolamentazione del prezzo, a costi più convenienti al cliente.
Il nemico delle librerie è il discredito sociale cui il libro è sottoposto negli ultimi anni. Lo ha spiegato benissimo Florence Noiville di «Le Monde», in un intervento che ha “predetto”, per certi versi, quello di Rodotà: «La posizione simbolica della lettura dei libri nel mondo sociale è venuta meno. Le élite letterarie sono state soppiantate dalle élite tecnico-commericali; cioè leggere non “apporterebbe” più alcun vantaggio. Nella testa del pubblico “l’investimento non dà abbastanza rendimento” ». Ne consegue che, sempre secondo Noiville, l’urgenza è riportare il libro al centro del processo cognitivo e sociale; accanto, non contro, né sopra, agli altri mezzi più accattivanti per i “nativi digitali”, i contenuti veloci dei tablet, per esempio. E non è che i soldi pubblici per farlo non ci siano. «Semplicemente gli aiuti sono male orientati. Si continua a credere che occorre sostenere l’offerta, gli autori, i traduttori, gli editori. L’offerta esiste ed è globalmente di qualità. Quella che si sta rarefacendo pericolosamente è la domanda, la voglia di accostarsi ai libri, l’appetito di pensare e di pensare con la propria testa». Brava, bene, bis!
Questo è il vero nodo della vicenda. Fare in modo che i libri e la pratica sociale della lettura tornino a essere, scusate se mi ripeto, “fisicamente” presenti nell’agire quotidiano delle persone e soprattutto dei giovani. In questa partita, le librerie giocano un ruolo decisivo, e lo faranno sempre di più, rivelandosi un potente centro di aggregazione e stimolo culturale. E sempre più dal destino delle librerie indipendenti dipenderà il destino dell’editoria libraria (e questo è sempre più chiaro, visto lo strapotere di attori come Amazon). Già: ma quali librerie? Su questa domanda, la scuola Mauri si interroga da trent’anni, accompagnando lo sviluppo e il cambiamento che il mondo del libro ha attraversato. Nella tavola rotonda, coordinata da Stefano Mauri e Giovanna Zucconi, hanno parlato James Dunt (Waterstones, ma prima fondatore della sua minicatena), Denis Mollat (Librairie Mollat, la più grande libreria francese indipendente, 2.700 mq e 74 dipendenti a Bordeaux, da andare a vedere al più presto…), Antonio Ramirez (de La Central, in Spagna) e gli italiani Silvia Caselli (le Feltrinelli) e Alberto Ottieri (Emmelibri). I più avveduti non hanno dubbi: le librerie devono sempre più far parte delle vita del quartiere, arrivando a ricoprire un ruolo di primo piano nella vita delle comunità. Per far ciò è essenziale (prima dell’assortimento, degli sconti, della bellezza del luogo… tutto giusto) essere non specializzati ma speciali (Ramirez) e per far ciò l’investimento sulla qualità dei librai è la prima cosa. Daunt spiega la su strategia per Waterstones e ricorda molto da vicino le idee che aveva già avuto anni fa Romano Montroni per le Feltrinelli. «Luoghi accoglienti in cui sentirsi a proprio agio» (Stefano Mauri), fatti però da persone appassionate e competenti, aperte alla curiosità del pubblico e capaci di stimolarla. In questo, il Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri, conferito alla Libreria Palazzo Roberti di Bassano del Grappa delle sorelle Manfrotto, aperta alla fine degli anni 90 e diventata luogo (bellissimo) di incontro e punto di riferimento per la città e per il territorio circostante, è la chiusura di un circolo virtuoso, in cui cultura, commercio, lettura e diffusione della coscienza civile trovano un equilibrio che nessuno sconto e nessuna libreria online potrà mai restituire. Eccoli qui, i librai del futuro. Ne vorremmo ancora di più; e difenderli e sostenerli dipende (anche) da noi.




La "Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri" ci ha fatto il grande onore di conferire alla nostra libreria il "Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri". E' stata una grande sorpresa scoprire di essere noi la libreria eletta; e con grande commozione siamo salite, incoraggiate da una platea di editori e librai acclamanti, a ricevere il premio nel momento più glorioso ed emozionante della nostra vita di libraie.

Così Maria Pace Ottieri ha motivato l'assegnazione:

"L’apprendistato, i corsi della nostra Scuola, la scelta di uno spazio che, secondo molti, poteva essere destinato a moltissime altre attività, ma certo non a una libreria… Il nostro libraio è andato avanti tenacemente nel suo progetto e ha potuto così aprire la libreria alla fine degli anni Novanta. Da allora la gestisce con passione e determinazione e negli anni l’ha resa un luogo di incontro e un punto di riferimento irrinunciabile per la città e per il territorio circostante.

La libreria, che trova il suo spazio in un palazzo settecentesco, si sviluppa su una superficie di 700 metri quadrati. Il piano terra e il mezzanino sono dedicati all’esposizione e alla vendita dei libri; al piano nobile si trova un salone, impreziosito dagli affreschi di un allievo di un celeberrimo pittore, che ospita gli eventi del vivace e fittissimo calendario della libreria: incontri con gli autori e presentazioni di libri, ma anche concerti e mostre. Nell’ala adiacente al giardino si trova il reparto dedicato ai libri per bambini e ragazzi, dove vengono organizzati laboratori e progetti di lettura animata ed espressiva.

Premiamo quest’anno la Libreria Palazzo Roberti e le sorelle Lavinia, Lorenza e Veronica Manfrotto."


E' inoltre usicto un bellissimo articolo che vi consigliamo di leggere: Il Sole 24 Ore.





Al termine di una lunga operazione di ricerca, di confronto, di sintesi e con un accurato lavoro di edizione è uscita la «Storia di Bassano del Grappa». Ecco l’operazione in cifre: 3 ponderosi volumi raccolti in un elegante cofanetto, 1.700 pagine, 57 saggi elaborati da 51 studiosi sotto la guida di 3 coordinatori, 600 riproduzioni in bianconero, 90 foto a colori, immagini e documenti inediti, nuove ricerche e nuove scoperte archeologiche ed artistiche.



Siamo ad oltre un secolo di distanza dalla «Storia di Bassano» di Ottone Brentari (1884), a più di trent’anni dalla rivisitazione critica coordinata da Gina Fasoli (1980) che ha dato impulso ad una bella serie di pubblicazioni che hanno di volta in volta lumeggiato ambiti ed aspetti della storia bassanese rendendo ora opportuno un riepilogo dei risultati nel frattempo acquisiti dalla ricerca.

In questo quadro un ampio spazio è dedicato nel primo volume agli statuti della città ed alle vicende storiche, urbanistiche ed artistiche del XII e XIII secolo, che rappresentano la maggiore novità per gli studi del Medioevo italiano. In questi, La mostra di Jacopo Bassano del 1992 ha riaperto in epoca moderna gli studi sulla pittura bassanese del Cinquecento con novità importanti a livello europeo qui riepilogate. Analogamente le ricerche sulle vicende storiche, letterarie ed artistiche del Settecento e primo Ottocento si sono arricchite negli ultimi trent’anni di studi autorevoli sui principali protagonisti bassanesi e delle aree limitrofe, i Remondini, gli Antonibon, Gian Battista Brocchi, Alberto Parolini, Antonio Canova, i Rezzonico, Jacopo Vittorelli, Bartolomeo Gamba per citare solo i più importanti, i cui profili biografici trovano spazio ed inquadratura metodologicamente aggiornata nei volumi della nuova Storia. La conoscenza delle vicende della Prima Guerra Mondiale in Europa è stata favorita da studi sia parziali che allargati di uno dei fronti più caldi del conflitto, quello del Grappa, divenuto anche nella Seconda Guerra Mondiale uno dei simboli della Resistenza Italiana, come approfondiscono i capitoli che a queste vicende sono dedicate. L’indagine sul laboratorio sociale e politico del secondo dopoguerra conclude in anni a noi vicini la storia di una “piccola città” con un retaggio millenario. Il tutto per raccontare e per spiegare come da un piccolo borgo siamo arrivati alla città di oggi.

Un grande risultato, reso possibile da un generoso contributo della Fondazione Cariverona, da un intervento diretto del Comune di Bassano del Grappa e dall’apporto del Comitato per la Storia di Bassano assistito dalla direzione del Museo civico.





"All'inizio si parlava di libri unici". Così Roberto Calasso apre il suo “L'impronta dell'editore”, ripensando alle origini dell'Adelphi. In 50 anni tanti libri unici sono poi arrivati sui banchi delle librerie italiane, uno dopo l'altro, anelli e capitoli di quella forma unica che è il catalogo della casa editrice.
La Libreria Palazzo Roberti aderisce all’iniziativa di Adelphi per festeggiarne i 50 anni, scegliendo i propri prediletti libri unici Adelphi e indicandoli ai propri clienti. I nostri lettori troveranno questi titoli esposti accanto ad Adelphiana 1963-2013, il recente volume di pagine e immagini inedite che tracciano la storia di Adelphi. La nostra prima scelta cade su “La famiglia Karnowski”, cui seguiranno altri libri che amiamo particolarmente.
Agli acquirenti di queste proposte sarà riservato l'omaggio della borsa dei 50 anni e del catalogo cronologico della casa editrice.


Nel numero di maggio, la famosa testata pubblica un bell'articolo di Enrica Caretta sulle libraie, che include una intervista a una di noi sorelle Manfrotto. Vi anticipiamo il titolo e il primo brano; se volete potrete leggere l'intero articolo qui.

"Sorpresa: un inedito matriarcato si
aggira tra gli scaffali. La missione (impossibile?)
è: vendere romanzi & co. ai tempi dell'ebook.
Servono audacia, passione e una scuola spe-
ciale, dove la quota è sempre più rosa. Mentre
a Torino arriva il Salone del Libro (16-20 mag-
gio) loro ci raccontano in otto parole chiave

 
ANCHE QUESTA VOLTA la loro rivoluzione le donne l'hanno fatta in sordina. "Fino a qualche decennio fa", spiega Achille Mauri, presidente della Scuola per librai Umberto ed Elisabetta Mauri, la prima in Italia, "il prototipo del venditore di libri era maschio e alto, per raggiungere tutti gli scaffali anche senza scala". Poi sono arrivate loro. Le libraie. Colte, determinate, pazienti. Pronte ad arrampicarsi sulla scala anche a costo di inciampare nei tacchi - e negli scogli di un settore che sente la crisi. Come reagireste se vostra figlia vi dicesse: "Voglio fare la libraia"?. Bene, sappiate che nel 2013 la Mauri, dopo aver sfornato 5 mila professionisti in prevalenza maschi, festeggia i 30 anni con otto partecipanti donne su dieci. La flessione delle vendite (-7,5%) non le ha fermate dal credere, come scriveva Nora Ephron, che "leggere è un modo per mantenere il contatto con la realtà dopo una giornata passata a fare cose, e per entrare in contatto con l'immaginazione di qualcun altro dopo un giorno fin troppo reale". Ne abbiamo incontrate alcune a abbiamo chiesto loro di raccontarsi in una sola parola.
 


In archivio eventi, all'interno della scheda appuntamento, potrete trovare il video della presentazione. Gustavo Pietropolli Charmet, Cristina Comencini, Andrea De Carlo e gli altri nostri ospiti. Qualche giorno dopo l'incontro saranno on-line le registrazioni delle nostre iniziative.
Inoltre potrete dirci se l'incontro vi è piaciuto oppure no, lasciandoci un commento direttamente nell'apposita scheda sotto l'evento. Aspettiamo le vostre opinioni!
Con nostra sorpresa abbiamo scoperto di esserci aggiudicati il primo posto nella classifica on line che la rivista "Panorama" ha stilato di quelle che, secondo loro, sono le 10 librerie più belle d'Italia. Qui di seguito l'articolo che ci onora:

 
 

Le 10 librerie più belle d’Italia (secondo noi)
Palazzo Roberti, libreria nel centro storico di Bassano del Grappa 

Qualche giorno fa, il magazine online americano Flavourwire aveva scelto i 20 bookstore più belli del mondo. Nell'elenco comparivano ben due librerie italiane: una era la trendissima libreria di Corso Como 10 a Milano. L’altra, l’avveniristico Bookàbar del Palazzo delle Esposizioni di Roma. Senza nulla togliere al look di questi due negozi, da parte nostra continuiamo a preferire uno stile un po' più italiano. Ecco quindi le nostre librerie 10 preferite: la lista naturalmente non pretende di essere perfettamente esaustiva. Chi volesse integrarla, può farlo liberamente nei commenti, a fondo pagina, per condividere segnalazioni.
1. Libreria Palazzo Roberti a Bassano del Grappa (Vi)
Grandiosa libreria distribuita sui tre piani di un magnifico palazzo del '700. C’è persino una terrazza e un bel giardino, ma il vero pezzo forte resta il salone in cui si tengono incontri con scrittori, concerti o mostre in una scenografia di affreschi della scuola di Giambattista Tiepolo. Dove: in via Jacopo Da Ponte nel centro storico di Bassano del Grappa (Vicenza).
2. Acqua Alta, a Venezia
"Benvenuti nel negozio di libri più bello al mondo". Così recita, in inglese, il cartello giustamente tronfio affisso all’ingresso di questa libreria veneziana, allestita in un antica rimessa di gondole (una delle quali campeggia nella sala centrale, traboccante di libri). Da vedere. Dove: Sestiere Castello, 5176/B, a Venezia, in una corte a pochi passi dalla piazza di Santa Maria Formosa.
3. Giannino Stoppani, a Bologna
Bologna è la sede della più importante fiera del libro per l'infanzia e per ragazzi. E questa è una bella libreria bolognese dedicata alla letteratura dei giovanissimi.  Si trova all’interno di Palazzo Re Enzo, edificio del XIII secolo. E’ intitolata a Giannino Stoppani, cioè il vero nome del Gian Burrasca ideato da Vamba. Qui si organizzano perfino visite guidate, ma riservate solo a scolaresche e piccoli lettori. Dove: in via Rizzoli 1F a Bologna.
4. Libreria dell’Arco, a Reggio Emilia
Una libreria accogliente, assai fornita e allestita in mille metri quadri di ambienti colmi di libri, fra salottini accoglienti e arredi dolcemente retrò. Isabel Allende, nella sua lunga carriera di presentazioni in giro per il mondo e per l’Italia, ha visitato parecchie librerie nostrane: dice che questa, fra quelle viste da lei, è la più bella.  Dove: sulla via Emilia nel quartiere di Santo Stefano a Reggio.
5. Palomar, a Grosseto
Una deliziosa libreria a dimensione umana, di quelle di una volta. Sotto le arcate in mattoni a vista abbiamo trovato libri e cortesia. E anche del buon vino rosso toscano, che come noto s’accompagna bene al piacere della lettura. Dove: in corso Carducci, a Grosseto.
6. Giufà, a Roma
Indimenticabile oasi libresca nella vivacità del quartiere San Lorenzo. Atmosfera calda e cosmopolita (sembra di essere in un bookshop di Londra o di Berlino). Grande attenzione ai piccoli editori. Naturalmente anche qui c’è la caffetteria, un luogo felice dove chiacchierare di buone letture. Dove: a Roma nel quartiere San Lorenzo, in via degli Aurunci 38.
7. Altroquando, a Roma
Romani e forestieri che passano dall’Altroquando se ne sono già innamorati. Luogo magico, pieno zeppo di cose da leggere. E le selezioni di libri dedicati al cinema, alla cucina e alla fotografia sono davvero formidabili. Dove: in via del Governo Vecchio 80, a Roma.
8. Liberrima, a Lecce
In pieno centro storico Liberrima in realtà è un ecosistemi di luoghi affacciati su una piazzetta nascosta: una libreria, un enoteca, un café, un ristorante... Tutto questo all’interno della corte settecentesca di un palazzo barocco, nell’incanto del centro storico di Lecce. Imperdibile. Dove: Corte Cicala 1, Lecce.
9. Libreria Antica e Moderna Fiorentino, a Napoli
Più che una libreria, un monumento per bibliofili, un luogo senza tempo. Ha sempre custodito libri antichi e rari, ora ospita anche titoli più recenti. Benedetto Croce passava ore fra gli scaffali di questa storica libreria fondata nel 1936 da Fausto Fiorentino, nonno della dinastia di librai e piccoli editori che ancora oggi gestisce il negozio. Dove: in pieno centro storico, fra Calata Trinità e Sant’Anna dei Lombardi.
10. Utopia, a Milano
Per finire, una libreria che non c’è più. E che non c’è ancora. Travolta dal rincaro degli affitti, la gloriosa Utopia si vede costretta ad abbandonare la sua sede storica in via Moscova, zona oramai un po’ troppo lussuosa per chi vende cultura. Il trasloco è in corso. La nuova casa in periferia e folle di appassionati aspettano i libri impacchettati a Lambrate. Dove: in via Vallazze 34, Milano.
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In questa paradisiaca libreria ci si sente orgogliosi di scrivere libri, felici che vengano disposti come sono disposti qui, e persino venduti.

Marcello Argilli


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