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Giovedì 28 settembre 2017
alle ore 17:30

Tipi alla mano

Scoprire la tipografia è un gioco da ragazzi
Incontro con Michela Gasparini e Paolo Canton di Topipittori

Ritornano gli appuntamenti di approfondimento dedicati all’Insegnante Animatore, grazie alla collaudata collaborazione con l'associazione culturale La Scuola del Fare, per presentare autori attenti ai bambini, all’educazione e alla didattica. Gli incontri sono dedicati alla riflessione sull’educare e sul fare scuola oggi, su come ogni insegnante-animatore può interpretare il suo ruolo attivo.
Il filo conduttore sarà l'insegnante animatore fra il dire e il fare.
I caratteri che vediamo digitando su una tastiera avrebbero molto da raccontare, hanno antenati lontani, provenienti da un mondo fatto di piombo e legno dove lettere e spazi erano oggetti: i caratteri mobili.
Tipi alla mano, nuovo libro per ragazzi edito da Topipittori per la collana PIPPO - PIccola Pinacoteca POrtatile, prendendo spunto dalla tipografia analogica e dal confronto con quella digitale, propone una serie di giochi ideati per sperimentare, con le proprie mani, alcuni aspetti e curiosità della tipografia per renderne i ragazzi più consapevoli.
Michela Gasparini. Nata in un piccolo paesino delle campagne trevigiane, fin da piccola è stata attratta dal disegno e dal pasticciare con le proprie mani con forme e colori, caratteristica non attenuatasi con l'età. Dopo la maturità artistica ha intrapreso il corso in Disegno Industriale dell'Università IUAV di Treviso fino alla specializzazione in Comunicazioni Visive e Multimediali. Negli anni ha maturato un forte interesse per la tipografia, tanto da diventare assidua frequentatrice e ammiratrice di Tipoteca italiana con la quale ha collaborato per il proprio progetto di tesi magistrale, poi pubblicato da Topipittori in una versione rivisitata. Appassionata di stampa e illustrazione, nel 2014 fonda con Valentina De Agnoi Patatrack, progetto che realizza prodotti artigianali stampati con timbri fatti a mano.
Paolo Canton. Dall'intervista LA PRAGMATICA DELLA FANTASIA di Sanzia Milesi

D. Il mestiere dell’editore, oggi. Il mestiere dell’editore di letteratura illustrata, oggi. Come lo fa Paolo Canton in Topipittori? Cosa significa e, nella pratica, materialmente, cosa comporta nelle tue giornate, come si svolgono…

R. L’editore è un asino. E io non faccio eccezione. Anzi, al limite sono un po’ più mulo degli altri, perché la casa editrice è minuscola e qualcuno deve pur andare coi pacchi all’ufficio postale; ma è anche una specie di multinazionale tascabile (realizziamo un buon terzo del fatturato all’estero e vendiamo libri in una trentina di paesi, oltre all’Italia) e a volte l’ufficio postale è dall’altra parte del mondo e gli impiegati parlano una lingua che non capisci. Nella nostra giornata c’è molto lavoro di relazione con autori, illustratori, librai, distributori, bibliotecari, genitori, colleghi, grafici, tipografi, legatori, perché il nostro è un lavoro corale e i libri vengono bene solo se la squadra che li mette insieme lavora in armonia. Molto lavoro amministrativo, burocratico, contabile perché è una conseguenza necessaria di qualsiasi attività produttiva. Molto lavoro di ricerca, in rete, alle mostre, nelle fiere. Molte gatte da pelare. Insomma, la vita di un editore non è molto diversa da quella di ogni altro piccolo imprenditore. Però, anche se è vero che l’editore è un mulo, di solito è un mulo contento di portare la sua soma. Questo mulo qui è contento.

Per leggere tutta l'intervista:
https://ilcolophon.it/la-pragmatica-della-fantasia-53083c0527f7

 
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