Ubi Sapientia est, Pax et Iustitia regnant

In occasione di "Bassano sotto le stelle" la libreria sarà aperta tutti i mercoledì di luglio anche dalle 21 alle 23,30. Vi aspettiamo!
La licenza
Autore: Daniel Anselme
Editore: Guanda
Argomento: Romanzi da non perdere
Prezzo: € 16,00
Giudizio utenti:
(
4/5
con 1 voti
)
Ottima riproposta di un titolo che nel 1957 scosse profondamente la società francese. Infatti l’autore mise al centro della trama del romanzo un evento pur senza mai descriverlo, la guerra in Algeria. In modo speculare la maggior parte dei Francesi in quegli anni aveva rimosso ciò che stava accadendo sull’altra sponda del Mediterraneo. Così le vicende umane dei tre soldati in licenza risaltano in modo lacerante sullo sfondo di una Parigi tanto bella quanto crudele. Vittorio Campana

Tre soldati francesi arrivano in licenza a Parigi dopo diciotto mesi trascorsi al fronte in Algeria. Si immergono nella grande città per dimenticare una guerra assurda, che Parigi ha trovato più comodo ignorare, costringendoli così a ricordarla continuamente.
Quando, alla fine degli anni Cinquanta, Daniel Anselme, poeta e giornalista allora trentenne, scrisse questo romanzo, fu come se la Francia ricevesse un colpo in piena faccia. È il romanzo di una generazione «perduta», al centro di un grande dramma francese ed europeo. Non descrive il conflitto, non esibisce i morti; racconta le scorribande parigine dei tre soldati, alla ricerca di vecchi amici, di nuovi amori, di una rissa o anche solo della consolazione di una ubriacatura. Eppure i loro tristi vagabondaggi in una città – stupendamente dipinta – che finge di non vederli restituiscono gli orrori di questo ultimo conflitto coloniale meglio di quanto farebbe la più cruenta delle descrizioni: con la forza di un pensiero costante e ossessivo. E per noi, che leggiamo il libro ora, questi tre giovani consapevoli di un destino ineludibile evocano in modo struggente un mondo, un’epoca, le sue atmosfere. Un romanzo riproposto da numerosi editori internazionali, che sa esercitare oggi, forse ancora più che un tempo, la sua singolare magia.
Daniel Anselme, nato nel 1927, fu partigiano della Resistenza francese. In seguito lavorò come giornalista e fu personaggio noto nei caffè della Rive Gauche. Fermo oppositore della guerra in Algeria, affrontò l’argomento nel sul primo romanzo, La licenza (1957). Pubblicò un secondo romanzo nel 1964 e un resoconto semi-autobiografico delle sue esperienze di guerra nel 1984. Morì cinque anni dopo a Parigi.


Le vostre recensioni
francesca s.
30/04/2014
Una prima riflessione dopo aver letto questo libro: la solitudine dei soldati L'incapacità di poter comunicare le proprie emozioni ai parenti e agli amici "di prima della guerra" Mi viene da pensare a mio nonno, ragazzo del '99, portato sul grappa all'alba dei suoi 18 anni... cosa avrà potuto raccontare al suo ritorno?quale sarà stata la sua solitudine? con chi avrà potuto condividerla?
Seconda riflessione: il libro narra ma di striscio la guerra di algeria, una guerra di serie B che i francesi borghesi non volevano vedere Fossero stati soldati in licenza di ritorno dalla seconda guerra mondiale sarebbero stati eroi Fa proprio impressione il non voler vedere questi soldati che hanno visto brutture in territorio straniero
E quel che mi è piaciuto di più è la delicatezza del libro nel raccontare la disperazione per la giovinezza che non c'è più, sepolta sotto le vesti : "è la nostra giovinezza che se l'è data a gambe Bum bum bum"
Grazie
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