Ubi Sapientia est, Pax et Iustitia regnant

Come fossi solo
Autore: Marco Magini
Editore: Giunti
Argomento: Romanzi da non perdere
Prezzo: € 14,00
Giudizio utenti:
(
5/5
con 2 voti
)
Le drammatiche vicende dei tre protagonisti, un giudice spagnolo, un soldato serbo e un casco blu olandese, si intrecciano con una delle pagine della Storia europea contemporanea più dolorose e tragiche: il massacro di Srebrenica, dove l’unico modo per restare innocenti era morire. Vittorio Campana

In questo romanzo incalzante e agghiacciante, Magini tiene vivo il ricordo del più grande crimine compiuto in Europa dai tempi della seconda guerra mondiale: la strage di Srebrenica. Tre voci che fanno riflettere sulla barbarie interetnica, sull’incapacità di giudizio e sui turbamenti psichici di coloro che volontariamente o meno ne sono stati i protagonisti. Giampietro Antoniolo

Marco Magini era un ragazzino durante i terribili fatti della ex Jugoslavia, li conosceva solo dai telegiornali. Ma quando da studente si imbatte nella storia di Dražen quella vicenda diventa un’ossessione. Quella storia raccontava di un ventenne costretto a combattere una guerra voluta da un’altra generazione e messo davanti a decisioni che nella loro eccezionalità mostrano a nudo l’animo umano come in un antico dramma greco. Qui risiede la forza di questo romanzo che narra la strage di Srebrenica e insieme quella di molte coscienze costrette a rinunciare a un cammino di giustizia. Così la scelta di uno dei più drammatici momenti della storia europea recente, insieme al modo emotivamente coinvolgente di raccontarlo, fanno di questo testo un testo speciale. La rievocazione del massacro e del successivo processo presso il Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia è affidata a tre voci che si alternano in una partitura ben scandita. La voce del magistrato spagnolo Romeo González che rievoca lo svolgersi del processo, evidenziando le motivazioni non sempre etiche e limpide che determinano?una sentenza. Nell’eterno dibattersi tra ubbidire a leggi fratricide o ribellarsi appellandosi ai diritti inviolabili dell’uomo, viene fuori solo un’immagine povera e burocratica dell’esercizio della legge. Al giudice González si affiancano le voci di Dirk, casco blu olandese di stanza a Srebrenica, rappresentante del contingente Onu colpevole di non avere impedito la strage, e quella del soldato serbo-croato Dražen Erdemovi?, vero protagonista della storia, volontario nell’esercito serbo, che fu l’unico a confessare di avere partecipato al massacro, l’unico processato e condannato. Per innamorarsi ancora del futuro le nuove generazioni dovranno fare i conti con il passato scomodo di anni a noi vicini.
Marco Magini è nato ad Arezzo nel 1985. Si è laureato in Politica Economica Internazionale alla London School of Economics.
Per motivi di studio e di lavoro ha vissuto in Canada, Stati Uniti, Belgio, Turchia e India.
Oggi vive e lavora a Zurigo dove si occupa di cambiamento climatico ed economia sostenibile. Con questo romanzo è stato finalista al Premio Calvino 2013.

Le vostre recensioni
Sandra Catalini
16/05/2014
Sconvolgente ma bello.
Mi ha stimolato l'interesse per le guerre jugoslavie di cui sapevo molto poco nonostante siano avvenute a pochi kilometri dal nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda il massacro di Srebrenica. Mentre le nostre spiagge sul' Adriatico erano piene di gente che si divertiva, dall' altra parte del mare migliaia di civili venivano massacrati
Monica
14/02/2014
Come l'autore di questo libro, anche io ero molto piccola quando accaddero i fatti narrati in "Come fossi solo". Nell'estate del 1995 avevo solo sei anni, a Bibione vedevo il mare per la prima volta, ignara che alla fine di quella distesa azzurra ci fosse una terra martoriata dalla guerra. Soltanto qualche anno più tardi capii perché la mia mamma talvolta si rabbuiava quando mi portava a giocare sul bagnasciuga. La strage di Srebrenica, come altri brutali fatti che ebbero luogo in una terra così vicina a noi, costituiscono un tassello di storia talmente recente che paradossalmente si rischia di non conoscere o addirittura dimenticare. A scuola non si arriva mai a studiare questi anni e così le nuove generazioni crescono con solo un eco lontano di una guerra di cui però non sanno cause e conseguenze. Questo libro, scritto da un autore così giovane, dimostra che c'è voglia di sapere e quindi di non dimenticare. Infatti, il motivo principale che mi ha spinta a leggere questo libro è stata proprio la voglia di conoscere e di fare luce su una decade in cui sono cresciuta, ma di cui storicamente conosco poco. Il libro è scritto in modo intelligente, usando una triplice testimonianza che mostra così lo stesso fatto con tre punti di vista diversi. Si simpatizza con tutti e tre i protagonisti e le loro situazioni, grazie alla profonda e concreta dimensione umana che Marco Magini riesce a dare. Ho letteralmente divorato queste pagine. Grazie per averlo consigliato come lettura!
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